Il ‘resto del mondo’ e l’ Europa viaggiano su due binari differenti

La giornata di venerdì 3 maggio verrà ricordata per il record storico dell’ indice Dow Jones di Wall Street che ha sfondato i 15’000 punti chiudendo a 14’974 punti trainato dal dato sulla disoccupazione statunitense al 7%, livello che non si vedeva dal 2008. L’obiettivo degli USA e di Obama è quello di tornare al minimo storico di disoccupazione che fu del 5%; ‘Ci sono tanti posti di lavoro da recuperare’ dichiara il Presidente, ma nel frattempo le borse festeggiano.

Gioisce anche l’ indice tedesco DAX spinto dai dati d’oltre oceano, dalla decisione presa dalla ECB di tagliare i tassi di 25 punti base e soprattutto dalle previsioni relative alla Germania, che la vedono, nei prossimi anni, come primo esportatore europeo coprendo da solo oltre il 50% dell’ export dell’ Euro zona.

In Giappone la politica del Premier Abe di deprezzare lo Yen e contrarre debito per far partire investimenti e lavoro sta dando, almeno nel breve, i risultati sperati, cioè aumento dell’ occupazione, dei consumi e delle esportazioni e nuovi investimenti in infrastrutture. La Cina continua a crescere notevolmente, benché si sia verificato un rallentamento giustificato dalle congiunture economiche europee ed a un tendenziale spostamento dell’economia cinese dalla manifattura verso i servizi, si hanno di fronte cifre impensabili per il vecchio continente.

Pare che vi sia una parte del mondo composta da America, Asia e Germania che abbia posto le necessarie basi per iniziare l’inversione di tendenza e riprendere a crescere. A loro fa compagnia tutto il settore bancario mondiale, tornato abbondantemente in utile, prevalentemente grazie al settore investimenti, dopo le perdite subite a partire dal 2008.

Differente situazione si presenta nel resto d’ Europa dove il clima politico rimane teso ed i populismi persistono. L’ultimo caso sono state le elezioni amministrative in Gran Bretagna che hanno coinvolto circa il 40% dell’ elettorato e dove il risultato del partito euro-scettico UKIP (UK Indipendent Party) è stato importante, raggiungendo il 25% (i Laburisti rimangono il primo partito, ma perdendo consensi), tanto che il Premier Cameron ha sottolineato l’importanza di capire il significato di questo segnale. L’ UIKP si configura come un partito dalla vocazione piuttosto nazionalista fino a sfociare nelle frange più estreme al razzismo, ma quello che gli ha consentito di raccogliere consensi è stata la sua campagna anti-austerità che è animatrice di tutti i populismi europei.

Le elezioni della settimana scorsa in Islanda hanno visto vincenti i partiti indipendentisti di destra che si oppongono all’ ingresso del paese nell’ area Euro ed in Finlandia sta prendendo piede l’ idea di limitare l’immigrazione di Rom, Rumeni ed anche Francesi pe rtutelare l’ occupazione locale ed il livello di servizi raggiunto.

L’ EU ha concesso una proroga temporale a Spagna e Francia per rientrare entro il 3% del rapporto deficit/pil, mentre anche la virtuosissima Olanda, a causa del calo dello 0.8% del prodotto interno lordo relativo al 2013, arriverà ad un rapporto deficit/pil del 3.6% nel periodo 2013-14.

Sul fronte italiano l’ EU conferma il dato preoccupante sulla disoccupazione, attualmente al 12%, che crescerà anche nei prossimi anni, in particolar modo quella giovanile; a livello occupazionale l’ Italia impiegherà circa 14 anni a tornare ai livelli pre crisi, il doppio di quanto impiegò nel 1990 la Finlandia. Si conferma la crescita del debito al 131.4% per il 2013 e al 132.2% per il 2014 come la contrazione del pil -1.3% per il 2013 mentre +0.7% per il 2014. Contrariamente a quanto previsto dall’ OCSE, mantenutasi più pessimista, il rapporto deficit/pil è visto al 2.9% per il 2013 ed al 2.5% per il 2014 dunque entro i vincoli europei. Da ricordare però come i dati europei siano trimestralmente oggetto di corpose rettifiche, generalmente al ribasso (vedi stime di crescita per l’ Italia).

Il commissario Olli Rehn ha confermato la necessità di mantenere i conti del nostro paese in regola proseguendo con la via del risanamento, ma anche l’avanzamento della pratica per chiudere la procedura di infrazione della soglia deficit/pil in essere ai danni dell’ Italia, ma prima è necessaria una approfondita analisi delle misure economiche e delle coperture finanziarie previste dal programma del Governo di Enrico Letta, probabilmente già entro fine maggio. Saccomanni e lo stesso Letta dovranno prepararsi bene e portare dati concreti per poter avanzare richieste di allentamento delle misure di austerità, il periodo dei convenevoli iniziali è finito.

I due binari nei quali stanno correndo America, Asia e Germania rispetto a quello del resto d’ Europa fa temere la volontà di creare una EU a due velocità, ma che per forza di cose amplificherà il divario tra le economie e l’insorgere di movimenti indipendentisti. La via da perseguire richiederebbe sacrifici distribuiti e cooperazione economico politica nel breve per un allineamento ed una più solida proficua unione nel futuro.

04 maggio 2013

Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

LinkedIn: Valentino Angeletti

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