La CSR si estende, è l’epoca della IEE (articolo tratto dal sito del FERPI)

Riporto il link di questo interessante articolo preso dal sito dell’associazione FERPI:

http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_rp/media/la-csr-ha-fallito/notizia_rp/45777/9

Il titolo è forte e provocatorio, asserisce come, a detta della prestigiosa società di consulenza McKinsey, la CSR (Corporate Social Responsibility) avrebbe fallito. Secondo la mia opinione non si tratta di un fallimento, piuttosto di una evoluzione che estende il concetto di CSR, radicandola ed interconnettendola ancor più strettamente con gli stakeholders e con la società in generale, prescindendo da quale sia il core business aziendale, fino a diventare, come si legge nell’articolo una Integrated External Engagement (IEE). Il fenomeno è conseguente al processo evolutivo del nostro mondo che è sempre più fortemente collegato, vicino, interdipendente, dove ogni cosa è in stretta relazione con le altre e non esistono più i vecchi compartimenti stagni.

Alle aziende moderne, soprattutto quando si parla di grandi multinazionali, sono chiesti sforzi ogni giorno maggiori a sostegno della collettività. Non è più sufficiente che le aziende si dotino di norme e codici comportamentali ed etici ancora più stringenti di quelli imposti dal legislatore applicandoli in tutto il perimetro in cui operano (in qualsiasi paese dovranno essere rispettate policy più stringenti rispetto a quelle del paese più restrittivo) come non è più sufficiente che si limitino a mettere in primo piano la sicurezza dei propri lavoratori ottemperando alle prescrizioni vigenti o operando in maniera attiva. Estrema attenzione dovrà essere posta anche alla scelta dei fornitori, del loro comportamento in opera, alle materie prime, alla filiera produttiva dei materiali usati o delle materie prime stesse. Anche la formazione dovrà essere estesa a tutta la “supply chain”, come l’attenzione ed il rispetto per l’ambiente e la popolazione.

Nella IEE saranno ovviamente presenti tutti gli aspetti della CSR, ma ampliati notevolmente, del resto non poteva essere altrimenti poiché la modernità è frenetica, l’informazione scorre veloce, le possibilità di giudizio dei consumatori sono sempre più potenti e pervasive, la concorrenza è agguerrita e l’immagine è di vitale importanza, specialmente per quelle realtà che si affacciano ad un vasto mercato. Le aziende sono sempre più attive in differenti settori e quindi soggette a valutazioni costanti che veramente spaziano a 360°, mentre l’immagine aziendale è unica ed unitaria, ed è bene che lo sia poiché una azienda leader deve essere facilmente riconoscibile ed identificabile, una lacuna in una branch inficia la fama dell’intera Company.

A ciò si aggiunge che alle grandi multinazionali è chiesto di contribuire in maniera attiva a questioni sociali, ambientali, locali che a prima vista esulano dal reale interesse aziendale, ma è così solo ad una lettura superficiale, perché alla fine tutto fa parte del business.

Le relazioni con il mondo esterno hanno raggiunto un livello di importanza prioritario. L’ IEE si pone l’obiettivo di aumentare l’attrattività di una azienda nei confronti di tre attori principali, ossia gli enti, le associazioni e le istituzioni; le persone e la società in generale; i dipendenti.
Maggior fiducia di enti, istituzioni ed associazioni significano ad esempio più facilità nel lavorare sia in ambito pubblico che privato, possibilità di avere accesso a bandi di gara, appalti e forniture, poter fare da sponsor ad eventi di grande impatto comunicativo e mediatico; la fiducia da parte delle persone e della società incrementa notevolmente il potenziale bacino di utenza e contribuirà ad attrarre talenti; la soddisfazione dei dipendenti portano indubbiamente benefici al business, alla produzione ed all’efficacia dei processi.

L’amministratore delegato della Volkswagen, dopo aver elargito un bonus di circa 7’500 € a dipendente per una annata particolarmente profittevole, ha asserito che la seppur enorme spesa sostenuta per l’incentivo non era nulla rispetto al ritorno che avrebbe dato un lavoratore soddisfatto, impegnato ed orgoglioso di far parte dell’azienda, non solo in termini di produzione, ma anche in termini di pubblicità ed immagine.

Altro aspetto da non sottovalutare è che l’impegno nel sociale, nell’ambiente, il benessere dei dipendenti e tutto ciò che rientrava nella CSR prima nella IEE poi, sono tra i parametri di valutazioni per indici di sostenibilità come il FTSE4GOOD o il Dow Jones Sustainability index che vengono presi in considerazione per strutturare i portafogli ed i panieri di investimento dalle grandi compagnie di asset management come dei grandi fondi pensione americani e non.

Quindi la doverosa attenzione che ogni azienda deve nutrire per le persone, per l’ambiente e per la sostenibilità ingenerale è foriera di benefici anche a livello economico, tanto che molte aziende stanno modificando le loro “Mission” mettendo in evidenza come il loro operato sia al servizio del bene della collettività.

Valentino Angeletti
LinkedIn: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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