Consiglio dei ministri: bonus per ristrutturazioni ed efficieneza energetica…e qualche spunto in più

Tra i provvedimenti approvati questa mattina dal CdM è presente il via libera all’ecobonus per ristrutturazioni, l’incentivo sale al 65% e la conferma degli sgravi al 50% per le ristrutturazioni che includono anche arredi fissi (ma perchè solo quelli fissi???) ed adeguamenti anti-sismici per edifici in zone a rischio. E’ stata anche delineata la modalità di cessazione dell’erogazione del finanziamento pubblico ai partiti…o meglio rimborso (molto generoso e poco soggetto ad audit interni ed esterni) elettorale perchè il finanziamento era già stato abolito da un referendum.

Le notizie sono buone. In particolare mi soffermo sull’eco-bonus che ritengo molto interessante. Questa area di business deve essere sviluppata e nel nostro paese, dove le case e gli edifici sono energeticamente, perdonatemi il termine comico, “delle catapecchie” (molte non sono neppure classificabili energeticamente, cioè oltre la classe G), le possibilità di investimento, sviluppo e di profitto sono notevoli.

Al settore devono essere destinate molte risorse in particolare rivolte alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti ed alla loro restrutturazione con materiali e tecniche eco-sostenibili ed eco-compatibili. In italia è presente un gran numero di costruzioni sfitte o inutilizzate, anche di proprietà dello Stato che devono essere reimpiegate e fatte in qualche modo fruttare.

Costruendo una filiera ed un indotto attorno a quest’area si potrebbe far ripartire un po’ l’ediliza e creare molti posti di lavoro, sia di manovalanza che più specializzati (a livello ingegneristico e di scenza dei materiali ad esempio). L’edilizia è un settore che ha vissuto in questa crisi un periodo drammatico ed è priorità dichiarata del governo cercare di ridarle vigore, del resto generalmente l’ediliza è il primo settore che in una crisi si blocca ed il primo a ripartirre. Va però prestata attenzione a non forzare eccessivamente la mano nella costruzione di nuovi edifici che concorrerebbero a creare una bolla immobiliare ed a fermare un mercato già bloccato dall’assenza di domanda e dalla grande disponibilità di edifici di proprietà di banche (spesso pignorati) le quali non riescono a venderli non avendo volontà e necessità di abbassare eccessivamente i prezzi vedendo così assottigliarsi i margini di guadagno (ricordiamo la bolla immobiliare in USA ed in Spagna dove a cotribuire si aggiunse l’eccessiva facilità di accesso al credito, ed aspettiamoci in Cina la prossima bolla).

Sempre in tema immobiliare sarebbe interessante e probabilmente utile creare un fondo che raccolga il patrimonio immobiliare statale. La sua manutenzione e gestione potrebbero essere assegnate attraverso bando di gara a grandi società che avrebbero il compito di farlo fruttare al meglio; una percentuale dei ricavi rientrerebbe alla CdpP o ministero del tesoro.

Un fondo così strutturato potrebbe anche fungere da garanzia a copertura di prestiti, finalizzati all’ottimizzazione della pubblica amministrazione o ad investimenti pubblici, i quali a questo punto sarebbero soggetti ad interessi pressocchè nulli.

Infine andrebbero rivisti imeccanismi di incenti alle rinnovabili che al momento non sono in linea con il mercato e costituiscono un appesantimento nella bolletta energetica. Anche le rinnovabili vanno usate seguendo una pinificazione e concorrendo a perseguire un mix energetico intelligente. Tipicamente la modalità di incentivazione migliore da implementarsi potrebbe seguire le orme dei “certificati” che premiano il risparmio e l’abbattimento di CO2, ma non concessi a pioggia, dando adito a speculazioni e bolle finanziarie come negli anni 2009 e 2010, come è avvenuto fino ad ora.

Queste sono solo alcune idee che potrebbero funzionare o che almeno potrebbe valer la pena approfondire.

31/05/2013

Valentino Angeletti

LinkedIn: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

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