IVA: il momento della verità

Tutti al Governo sapevano che questo momento sarebbe arrivato, forse speravano il più tardi possibile o pregavano per un colpo di scena, ma puntale il nodo è giunto al pettine. Mi riferisco all’ IMU ed all’ IVA. Alfano e tutto il PDL, che avevano fatto del blocco dell’ aumento dell’ IVA ed ancor di più della cancellazione definitiva dell’ IMU e della restituzione di quanto pagato nel 2012 la bandiera della loro campagna elettorale, stanno lanciando ultimatum finanche a minacciare la crisi del Governo del quale fanno parte.
Per ricordare un po’ di numeri la cancellazione dell’ IMU costerebbe circa 4 miliardi come la restituzione della quota 2012, il blocco dell’aumento dell’IVA costerebbe 2 miliardi per tre mesi e 4 per sei mesi (stimati). Coperture che ovviamente non ci sono.
In merito all’ IMU, per ora solo rimandata, è possibile che alla fine si propenderà per lo studio di meccanismi progressivi in favore delle prime abitazioni e degli immobili utilizzati a fini commerciali e lavorativi escludendo da ogni beneficio le case di pregio e le seconde (ed ulteriori) abitazioni. Del resto forme di tassazione sulla casa sono presenti in tutta Europa e spesso, stranamente, più ingenti che in Italia.
Più spinosa è la questione dell’ IVA. I consumi hanno registrato cali record, prendiamo come esempio emblematico il settore alimentare, particolarmente caro a noi italiani e che di norma è l’ultimo ad entrare in crisi. In occasione della conferenza economica di Lecce la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) ha stimato che 16 milioni di famiglie italiane hanno effettuato tagli alla spesa, con un calo per il 2012 del 3.2% rispetto al 2011. I livelli raggiunti sono tornati agli anni settanta in piena crisi petrolifera, in 5 anni l’alimentare ha subito un colpo da 20 miliardi di cui 8 nel solo 2012. Altri beni di prima necessità come medicinali e cure mediche sono risultati in calo, oltre ovviamente a tutti i beni di consumo non fondamentali. Che l’aumento dell’ IVA sia pericoloso per gli stessi consumi e possa rivelarsi meno redditizio di quanto stimato sono tutti concordi, da Confindustria alle organizzazioni sindacali passando per le associazioni di piccoli esercenti (artigiani e commercianti) che sono stati letteralmente decimati dalla crisi, o meglio dal connubio calo dei consumi/pressione fiscale/credit cruch come pure il settore dell’ edilizia che in questa crisi pare abbia raggiunto la saturazione e che quando la ripresa sarà avviata dovrà convincersi a convertirsi dalla costruzione alla ristrutturazione, riqualificazione, efficientamento energetico adottando criteri e materiali eco compatibili ed eco sostenibili; molte imprese edili si sono già specializzate, ma il potenziale business è enorme.
Al momento è altamente probabile uno slittamento di 3-6 mesi dell’ incremento del punto di IVA, la copertura potrebbe derivare da riallocazioni di denaro pubblico, come avvenuto fino ad ora per il finanziamento di piccole opere pubbliche o il rifinanziamento della CIG, ma una soluzione definitiva deve essere trovata rapidamente e dovrà essere alimentata da tagli, ottimizzazioni delle spese, da riduzioni delle agevolazioni fiscali non più necessarie e rinvii o tagli delle spese militari.
Il Governo deve essere più risoluto e determinato di quanto sia stato fino ad ora, lo stesso decreto ‘Del Fare’ ha lasciato qualche perplessità sembrando poco incisivo in alcuni punti come gli sgravi sulla bolletta elettrica per 500 milioni che si sono rivelati ben poca cosa, senza intaccare in maniera incisiva alcuni oneri riversati sui cittadini o sulle aziende produttrici ed attualmente ingiustificati, oppure l’ eliminazione della tassa sulle imbarcazioni fino a 16 metri compensata però da un ‘mini rincaro’ delle accise sui carburanti del quale poco si parla ma che fa tanto tornare alla memoria i vecchi governi ed le tipiche modalità di azione.
Le tempistiche sono strette, già mercoledì 26 ci sarà un vertice di governo che segue gli incontri dal clima teso tra Letta ed Alfano, ed in ogni caso il termine del 30 giugno è terribilmente prossimo.

23/06/2013
Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale
LinkedIn: Valentino Angeletti

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