Economie in via di sviluppo: i nuovi mercati emergenti

Lo scenario economico mondiale sta mutando, ormai è ben noto. La centralità economica è passata dall’Europa agli USA ed ora si sta rapidamente dirigendo verso l’estremo oriente, con China ed India che fanno da traino più consistente. In ottica futura però, quali sono le parti del globo che una Multinazionale intenzionata ad investire ed ampliare il proprio business dovrebbe monitorare? La Figura 1 può dare una idea.

Figura 1. Previsione della crescita del GDP (PIL) per il 2013

Figura 1. Previsione della crescita del GDP (PIL) per il 2013

Immediatamente si nota come ad avere crescita negativa, oltre all’Iraq, siano solamente alcuni stati del vecchio continente, tra cui Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Il tasso di crescita della Cina rimane ben oltre il 6% nonostante abbia subito una battuta d’arresto dovuta in parte alla crisi globale che ha colpito le sue esportazioni.

Il Sud America cresce a ritmi costanti, ma anche in tal caso si è verificato un rallentamento nel tasso di crescita del Brasile il quale, benché andrà ad ospitare importanti eventi (Olimpiadi e Mondiali di calcio) che fanno da traino alla crescite economica ed agli investimenti, sta vivendo momenti di tensione interna politica e sociale non trascurabile.

Il dato più importante però riguarda l’ Africa (cartina politica in Figura 2). I tassi di crescita di alcuni stati del “Continente Nero” sono ragguardevoli (gli stati a maggior tasso di crescita sono rappresentati in Figura 3). Vero è che il tasso di crescita non può prescindere dal valore assoluto del GDP che per alcuni stati africani è talmente basso che sono sufficienti relativamente pochi investimenti per fa impennare il tasso di crescita. In ogni caso è significativo ad indicare  quali, con buone probabilità, saranno in un futuro non troppo lontano le economie emergenti. L’Africa complessivamente, secondo l’IMF, crescerà costantemente di qui al 2025 di poco più del 4% all’anno ed è il continente che nel medio – lungo periodo ha tassi di crescita più elevati seconda solo ad alcune economia asiatiche in via di sviluppo. Gli stati che già ora crescono a ritmi oltre il 6% supereranno abbondantemente il 4% medio dell’intero continente. L’Africa è certamente ricca di insidie e contraddizioni tra le quali l’enorme disuguaglianza, la classe dirigente corrotta e militarizzata, l’insicurezza e l’assenza di rispetto dei diritti umani, l’instabilità politica e la guerriglia, in alcuni casi la fame, la siccità e l’assenza di infrastrutture ed elettrificazione, ma è ricca di risorse naturali e minerarie ed il fenomeno del “Land Grabbing” ,del quale la Cina è la massima esponente, testimonia le potenzialità africane.

Figura 2. Mappa politica dell’Africa

Figura 2. Mappa politica dell’Africa

Figura 3. Tasso (%) di crescita del GDP per il 2013

Figura 3. Tasso (%) di crescita del GDP per il 2013

In un momento come quello attuale il portfolio investimenti di qualsiasi grande azienda deve essere diversificato sia per produzione, anche rimanendo nello stesso settore merceologico (tecnologie produttive e bacini di utenti differenti ecc), sia geograficamente. Sempre più difficoltà avranno le compagnie che punteranno a mercati limitati o solamente interni. Per l’Europa in particolar modo l’export dovrà essere dominante.

Una Multinazionale, una tra le poche, che avesse possibilità di investire nei periodi di difficoltà, oltre a consolidare ed incrementare la presenza nelle economie ex emergenti ed ora a pieno titolo realtà come la Cina ed Emirati e in misura minore il India o Sud America, guardando principalmente al futuro non dovrebbe mancare di essere presente, inizialmente anche solo come presidio in modo da individuare tempestivamente opportunità di business,  nella zona africana ed in particolare in quegli stati che stanno già crescendo a ritmi “cinesi”.

In Nigeria ad esempio, oltre alle compagnie petrolifere, sono già presenti numerose imprese edili europee ed italiane. Il settore edile è quello che funge da precursore allo sviluppo andando a creare le infrastrutture necessarie ad ogni attività, immediatamente dopo vengono il settore dei trasporti e quello energetico, elettrico in particolar modo.

Proprio per il continente africano l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha in programma importanti piani di investimento e sviluppo in collaborazione con Governi ed aziende private. Il fine dell’ONU è quello etico e morale di arginare la povertà in quelle zone, come il sub sahariano Sahel, che rimangono in assoluto tra le più povere della terra. Le priorità individuate dall’ONU e dal suo rappresentante Romano Prodi sono la lotta a guerre e guerriglie, alla fame ed alla siccità, la costruzione di infrastrutture e vie di comunicazione e l’accesso all’energia.  Tutto ciò con lo scopo di creare micro e piccole economie anche di dimensioni domestiche. Questi propositi, in particolar modo quello dell’accesso alla risorsa elettrica con il programma “Energy for all” è totalmente condiviso ed indicato come prioritario anche dalla World Bank.

Altamente probabile che dopo gli anni asiatici assisteremo ad anni in cui una protagonista sarà l’Africa e chi avrà anticipato il trend, valutandone correttamente rischi ed opportunità, ne saprà sicuramente trarre vantaggio.

21/07/2013

Valentino Angeletti

LinkedIn: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

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Una Risposta

  1. […] emergenti verso quelle più mature (approfondimento, poltica-mercati; approfondimento Brasile; mercati emergenti) e da molto altro ancora rispetto a cui le vicende interne del nostro paese rappresentano un […]

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