Tremenda evasione, ma Premier impreciso

Il Premier Letta oggi ha dichiarato lotta durissima contro l’evasione fiscale, ovviamente come non essere d’accordo, visto che la somma sottratta al fisco da questa pratica illegale è stimata attorno ai 150 miliardi di euro all’anno. Asserendo che in Italia le tasse sono oggettivamente troppo alte perché non tutti le pagano è stato chiaro nel messaggio, ma forse un po’ superficiale e retorico. L’alto livello di imposizione fiscale in Italia non può attribuirsi in toto all’evasione, la quale rappresenta una parte delle motivazioni che sono ben più complesse.

L’evasione è stata tacciata anche di consentire un vantaggio competitivo per le aziende disoneste che ne usufruissero, in quanto darebbe loro la possibilità di offrire servizi di qualità inferiore. Questa affermazione è imprecisa, gli evasori hanno vantaggio competitivo nel poter offrire un servizio o un prodotto di qualità media a prezzi inferiori rispetto ai competitors onesti. Se la qualità fosse inferiore avrebbero vita breve poiché sarebbe lo stesso mercato a decretare la loro fine ed invece l’evasione prospera.

Volendo giustamente dichiarare guerra all’evasione esiste nell’immediato la possibilità di mettersi alla prova. In questi giorni la GdF ha scoperto una truffa ai danni del fisco operata da parte di una società romana che serviva numerosi personaggi famosi (si sono fatti i nomi di un cantante e del padre di un motociclista, ambedue famosissimi). L’ammontare complessivo delle somme gestite pare superasse il 1 miliardo di euro. La società operava prendendo in consegna il denaro, triangolandolo attraverso vari istituti di credito e società off shore dei classici paradisi fiscali (Isole Vergini, Antille Olandesi, Isola di Man ed altri ameni lochi) e depositandolo infine presso istituti di credito sanmarinesi.

Invece di un classico patteggiamento, irrisorio nei confronti dell’evaso, che di fatto rende l’operazione illegale in ogni caso profittevole, perché non sequestrare l’intero ammontare e magari utilizzarlo come copertura all’IVA? Si ricorda che l’evasione non è reato penale essendo stato depenalizzato,  si potrebbe renderlo nuovamente penale? Di sicuro se fosse un reato penale e la multa fosse veramente penalizzante il fattore deterrente sarebbe esponenzialmente superiore.

Purtroppo l’affermazione che se in Italia si recuperasse appena il 15% rispettivamente da evasione, dai costi della burocrazia e dalla criminalità non vi sarebbero problemi di coperture è tanto emblematica quanto avvilente.

24/07/2013

Valentino Angeletti

LinkedIn: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

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Una Risposta

  1. […] e non di quella piccola evasione (a molti non piace, ma anche io definisco di sopravvivenza: Link1-Link2) che sarebbe sconfitta con un prelievo fiscale inferiore, più progressivo, più legato ai singoli […]

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