Vice Ministro Fassina: idee chiare e ragionevoli su un certo tipo di evasione

Cosa avrebbe detto di male il Vice Ministro dell’Economia Fassina? Che, pur non giustificandola, esiste “una evasione di sopravvivenza”?  Questo fenomeno oggettivo è noto da tempo qui nel paese dove si lavora fino all’ 11 Giugno per pagare le tasse, non è certo Fassina a scoprirlo. 

Partendo dal sacrosanto presupposto che l’evasione fiscale, fardello per il nostro paese, dal peso stimato di 250 miliardi di euro all’anno, deve essere combattuta duramente,  portata a reato penale e le sanzioni devono essere inasprite poiché di fatto adesso per i grandi evasori è conveniente rischiare considerando che nel peggiore dei casi si ricorrerà ad un patteggiamento ed al  pagamento di una somma inferiore a quanto dovuto al fisco, non è altresì possibile far finta che quelle realtà dei piccoli commercianti ed artigiani, delle partite iva e degli studi di settore non esista. 

Il Vice Min. Fassina avrà sicuramente fatto riferimento a qualcuno di loro, rendendosi conto delle loro condizioni. Ovviamente non si parla di evasioni palesi, come i grandi orefici o gioiellieri che dichiarano 6’000 euro all’anno o gli imprenditori che dichiarano meno dei dipendenti o ancora dei locali notturni che dichiarano mediamente un rosso di 6’000 euro annui, ma si fa riferimento a piccoli esercizi, ad imprese individuali, ad attività artigiane spesso in contesti di piccoli paesi. 

L’evasione alla quale credo Fassina volesse alludere è quella di queste piccole realtà che supponendo un giro d’affari che va realisticamente dai 1000 ai 3000 euro al mese potrebbero evadere un totale di 50-70 euro al mese, sufficienti per la spesa di una settimana o per il pagamento di qualche bolletta. 

Parlando da dipendente non vorrei sentire colleghi con il posto fisso  asserire l’ovvietà che dei servizi ospedalieri “et similia” usufruiscono anche i piccoli commercianti, i quali potrebbero controbattere di non avere tutele come la cassa integrazione, permessi per malattie, di avere pensioni molto inferiori, di non poter godere di permessi retribuiti per assistere parenti malati, in caso di infortunio poi le somme percepite sono  molto esigue e non mi dilungo oltre. 

Questo scontro sarebbe solo una triste lotta tra poveri che non porta a nulla se non a distogliere l’attenzione dal reale problema che è la grande evasione ed elusione. 

Chiunque, di qualsiasi parte politica faccia parte, di qualsiasi classe sociale appartenga, qualsivoglia lavoro svolga, che non abbia compreso questa situazione di oggettiva difficoltà del paese vuol dire che non ha ancora chiaro come si sta evolvendo l’economia, come sta cambiando la società ed il mondo del lavoro e di come le prese di posizioni idealistiche ora più che mai sono controproducenti anche per le stesse parti che vorrebbero rappresentare o delle quali vorrebbero farsi portavoce. 

Sarebbe invece auspicabile un impegno comune, a partire dal governo e dall’Europa, per quel che riguarda la tassazione nella UE, la protezione e lo scambio dei dati bancari e quella dei paradisi
fiscali per fare in modo che nessuno abbia necessità di evadere per sopravvivere. 

Non mi stupisco di quanto detto da Fassina, economista di prestigio e di Bocconiana formazione, ed ancor di più non mi stupisco di coloro che  esprimono solidarietà, pur non giustificandoli, nei confronti di quelle attività che per sostentamento primario sono costrette ad evadere qualche decina di euro al mese.

Per inciso ha fatto quasi meno scalpore quando si ricorse al condono sul rientro dei capitali esteri con garanzia dell’anonimato.

 

25/07/2013

Valentino Angeletti

LinkedIn: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

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3 Risposte

  1. […] che hanno suscitato reazioni contrastanti, a cominciare dall’evasione di sopravvivenza (link pezzo evasione di sopravvivenza) o dell’impossibilità di togliere l’IMU, imposta che, a detta dell’allora […]

  2. […] entità e non di quella piccola evasione (a molti non piace, ma anche io definisco di sopravvivenza: Link1-Link2) che sarebbe sconfitta con un prelievo fiscale inferiore, più progressivo, più legato ai […]

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