Verso l’Europa dei popoli

Tra vicende politiche e giudiziarie nazionali si torna a parlare di Europa. Lo fa il Premier Letta in un’intervista al sussidiario.net prima di intervenire al Meeting di Rimini, ove comunque ha ripetuto i concetti, e lo fa il Sole 24 ore nel seguente articolo:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-18/leuropa-ricostruita-meno-egoismo-160223.shtml

Benché il tema sia affrontato da angolazioni differenti la sostanza condivisa è che l’attuale modello di Europa sarebbe da rivedere perché da un lato distorto in partenza da un modello economico, finanziario e monetario probabilmente errato o troppo precipitoso dall’altro da una unione fragile, guidata da particolarismi ed interessi locali invece che da collaborazione e sinergia tra popoli al fine di arricchirsi vicendevolmente e competere a livello globale. La marcata austerità che ha dominato negli ultimi anni può non essere più quel baluardo assolutamente da non mettersi in discussione, del resto i Paesi Bassi, primi sostenitori dell’austerity ad ogni costo, non sono protagonisti della ripresa economica, il PIL è calato in nel secondo trimestre del 2013 dello 0.2%, proprio come l’Italia  e le previsioni per l’anno in corso fanno segnare un -1.8%. In Germania il Cancelliere Merkel continua sulla sua linea dura, sostenendo che gli interventi in Grecia sono stati tempestivi ed adeguati, ma ovviamente ciò è parte della campagna elettorale in vista delle elezioni politiche di settembre che saranno una sfida serrata tra SPD e CDU tanto che il Primo Ministro tedesco non esclude una nuova grande coalizione. Dopo le elezioni forse, si spera, ci sarà spazio per mutazioni di pensiero, visto che anche in Germania sta cominciando a prendere piede l’idea che la pur forte e solida nazione teutonica senza un’altrettanto forte e coesa Europa alle spalle, difficilmente riuscirà a competere nei mercati e nell’economia globale.

Di certo c’è che attualmente l’Europa risulta ancora divisa e distante per quel che riguarda troppe questioni importanti, menzionate più e più volte, su cui si dovrebbe intervenire rapidamente. Giusto per aggiungere un ennesimo esempio si riporta il grafico degli stipendi medi nei vari paesi della EU. Come si può vedere la classica giustificazione del costo della vita non può essere addotta (la Grecia o la Spagna non hanno un costo della vita maggiore dell’Italia, e Berlino non è più cara di Roma o Milano, ma un giovane laureato italiano una vita autonoma e dignitosa a Roma o Milano non può permettersela, un collega tedesco a Berlino invece sì). Inoltre, relativamente al nostro paese a penalizzare c’è l’altissimo costo del lavoro e l’enorme differenza tra i redditi più alti e quelli più bassi i quali spesso non raggiungono il livello medio riportato in figura, tanto che per molti, troppi, 23’406€ rappresentano un sogno.

Stipendi medi in EU

Stipendi medi in EU

Il punto chiave per avviare, sperando in una positiva conclusione, il processo di creazione di quell’unione di popoli e culture in mente ai fondatori della EU, a Romano Prodi, ad Enrico Letta ed al Presidente Giorgio Napolitano è che coloro che hanno privilegi e beneficiano, anche meritatamente, di situazioni favorevoli decidano di rinunciare a qualche loro vantaggio immediato per il bene dell’unione, che pagherà sicuramente, con gli interessi, in futuro.

La stessa cosa, a livello nazionale, dovrebbe valere per quel fenomeno vizioso chiamato “scontro generazionale” da mutarsi in “collaborazione generazionale”. Chi ha più privilegi dovrebbe comprendere che per riequilibrare una società altamente disuguale, insostenibile e perdente è necessario cederne una parte in favore dei meno fortunati, tipicamente giovani; allo stesso modo i più validi manager e dirigenti di esperienza dovrebbero impegnarsi, con il sostegno istituzionale, a formare i giovani e la nuova classe manageriale, disposta ad imparare e mettersi in gioco con ambizione ma senza supponenza e superbia, che attualmente non è presente, ma della quale il paese ha fortissimo ed immediato bisogno.

Solo con questo spirito collaborativo, di grande sinergia ed intesa si potrà rinnovare e riformare ciò che al momento non è palesemente vincente.

18/08/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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3 Risposte

  1. […] si temono e per i quali l’Unione, per la governance intrapresa, dovrebbe fare mea culpa (Link: Verso l’europa dei popoli; Link: Nessuna novità dalle stime di Bruxelles e la necessità di concretizzare la volontà comune […]

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