Comprensibili e giustificate ingerenze europee

Queste sono giornate d’attesa per il voto della giunta sulla decadenza, per il video messaggio, che parrebbe già da tempo circolare in multiple versioni, e per le sorti del Governo.

Anche i giorni scorsi sono stati però densi di avvenimenti importanti e di respiro internazionale. Il commissario degli affari europei Olli Rehn è stato in visita presso le Camere italiane in occasione di una delle discussioni sulla legge di stabilità (si dovrebbe fermare fino a venerdì 20 quando è previsto un CDM di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza), vale a dire quella che fino a qualche anno fa era chiamata legge finanziaria. Per molti questa “intromissione” ha già sapore di commissariamento, quasi una anticipazione della Troika. A pensarla così sono esponenti di tutte le parti politiche (M5S, PDL, PD), ad eccezione di Scelta Civica di Monti, che hanno ritenuto una invasione di perimetro, adducendo che l’ Europa non ha da insegnare nulla, anzi dovrebbe pensare agli sbagli fatti negli anni e mesi scorsi, a cominciare dalla Grecia ed al suo ingresso in Europa nonostante conti, a detta loro, notoriamente truccati.

Si potrebbe essere non totalmente d’accordo con alcune politiche Europee, in particolare con l’eccessiva austerità “ad ogni costo”, con l’assenza di flessibilità sui conti, inclusi il rapporto deficit/PIL e la procedura di infrazione, volta alla redistribuzione degli oneri dai paesi meno in difficoltà a quelli più problematici, fermo restando un controllo continuo e constante da parte delle autorità di Bruxelles, o con la decisione di attuare una politica monetaria che avrebbe potuto essere più aggressiva per rilanciare competitività, investimenti ed esportazioni.

Detto ciò è altresì innegabile che, nonostante l’impegno italiano ed i risultati ottenuti a partire dall’Esecutivo Monti e continuati con quello Letta grazie ai quali, con grandi sacrifici della popolazione, qualche voce di bilancio è stata riequilibrata, molte linee guida europee applicabili in modo relativamente semplice sono state disattese; in particolare non è avvenuto lo spostamento della tassazione dalle persone, imprese ed attività produttive, quindi il cuneo fiscale sul lavoro, alle rendite, proprietà e consumi, anzi, proprio con l’IMU la direzione intrapresa è stata quella opposta causando le osservazioni e la richiesta di chiarimenti sulle coperture da parte di Bruxelles che aveva già definito l’abolizione della tassa sulla proprietà immobiliare oltre che pericolosa per i conti anche iniqua. Proprio il taglio del cuneo fiscale è un provvedimento condiviso da ogni partito, dai sindacati e dalle stesse associazioni di categoria, ma che l’instabilità politica ed i veti incrociati su tutti i temi oggetto di discussione hanno bloccato rallentando ulteriormente il paese.

Se volessero essere mantenuti i piani, quindi abolizione completa dell’ IMU, mantenimento dell’IVA al 21% fino a dicembre, rifinanziamento delle missioni all’estero e considerando il dato sul PIL del secondo trimestre 2013 a -2.1% ed inferiore alle previsioni, entro fine anno dovrebbero essere reperiti circa 6.5 – 7 miliardi. Tali somme difficilmente potranno essere trovate solamente con tagli agli sprechi, benché si tratterebbe di solo il 2% della spesa immediatamente aggredibile di 300 miliardi su un totale di circa 850, e l’aumento dell’ IVA, o comune un incremento del livello di tassazione che è auspicabile non sia lineare ma progressivo e proporzionale alla ricchezza,  risulta quindi molto probabile al fine di rispettare il rapporto del 3% che tassativamente è stato ribadito essere intoccabile. Ci sono inoltre l’instabilità politica e le attenzioni da parte della commissione europea che spingono lo spread e gli interessi sul debito al rialzo, portandoli ai livelli della Spagna, la quale, secondo la EU, assieme ad altre nazioni come il Portogallo, ha recepito le istruzioni europee in modo migliore ed ora ne sta raccogliendo qualche beneficio.

Sicuramente gli sprechi sono un elemento chiave su cui agire per reperire risorse economiche senza appesantire ulteriormente una tassazione non più sopportabile che si piazza ai massimi livelli in Europa. Per fare un esempio il tratto di autostrada Salerno – Reggio Calabria costa al Km circa 52 milioni di euro, 4 volte la  media europea.

Alla luce di quanto detto non è insensato che Olli Rehn vanga a farci visita e si permetta in un certo qual modo di redarguirci. Non è questione se la legge di stabilità verrà fatta in Italia o a Bruxelles, il punto è farla bene in modo equilibrato e sostenibile, ed a quanto pare a Roma fino ad ora hanno avuto evidenti difficoltà che forse possono essere superate con un po’ di costruttivo pressing europeo.

Gli obiettivi da porsi nei prossimi mesi dovrebbero essere orientati all’ottenimento di condizioni più favorevoli per finanziare investimenti e crescita, confidando che la Germania e la Merkel (probabilmente rieletta) abbiano posizioni meno rigide, a rilanciare l’export, i consumi, la domanda interna e la produzione supportata da una diminuzione della tassazione sul lavoro e da una maggior concessione di credito alle imprese. Inoltre di estrema importanza è la capacità di attrarre nuovi investimenti di aziende nostrane ed estere, tanto che sul tavolo del Governo ci sarebbe già un programma di possibili dismissioni di asset statali. In tal direzione, e non si può non fargli un in bocca al lupo vista la sua complessità ed importanza, si sta muovendo il progetto “destinazione Italia” (CDM previsto per il 19 ore 9:30) patrocinato non a caso del Ministero degli Esteri (gli investimenti provenienti da altri paesi sono fondamentali per l’Italia, ed attualmente sono ostacolati dall’alto costo del lavoro, dalla burocrazia, dall’incertezza politico-normativa ed anche dalla corruzione).

Ovviamente presupposto e condizione necessaria per giungere a risultati positivi, soprattutto in campo europeo ed internazionale, sono, come ripetuto più volte, la credibilità e la stabilità politica ancora lacunosa.

17/09/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

Una Risposta

  1. […] sfida 06/03/14 IMU, Europa e riduzione del debito tra privatizzazioni e spending-review 22/11/13 Comprensibili e giustificate ingerenze europee 18/09/13 L’imperitura scure del 3%, ed un futuro basato su Europa e persone 13/09/13 Asmussen (ECB) e Rehn […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: