Per Bruxelles una domenica tra Merkel e Saccomanni

È giorno di elezioni in Germania e di certo a Bruxelles le stanno seguendo con trepidazione. Il futuro governo Tedesco, probabilmente presieduto nuovamente dalla Merkel, dovrà scegliere se essere più europeista e meno particolarista, cercando di trainare realmente la competitività dell’Unione.

Il movimento antieuropeo e pro Marco, Alternativa per la Germania, ha ottime possibilità di superare il 5% ed entrare in Parlamento. Se così fosse sarebbe a scapito principalmente dei liberali. Tale ipotesi porrà la Merkel in una condizione non invidiabile nella quale sicuramente dovrà tenere in considerazione questi delusi dell’Europa Unita, tipicamente provenienti dalla destra anche estrema. Molto più favorevole a Bruxelles e probabilmente è l’esito che Euro Tower e ECB auspicano, è una grande coalizione tra CDU ed SPD, dichiaratamente più propensi ad una reale unificazione europea.

Il Cancelliere Merkel, ha sottolineato come un ritorno al Marco sia impensabile e rischioso vestendo i panni di europeista convinta, ma poi ha dichiarato, in una delle sue ultime uscite pubbliche, che la Germania non farà sconti ai paesi meno virtuosi o più in difficoltà, dirà no agli Eurobond e porrà il veto su alcuni punti dell’unione bancaria che nella realtà dei fatti fanno tremare gli istituti tedeschi, dai Land territoriali ai colossi Deutsche Bank e Commerzbank, molto esposti a causa di un elevato leverage.

Il bene del continente, dell’istituzione Europea e della competitività sono strettamente connessi alle decisioni tedesche che fino ad ora, probabilmente anche per via delle imminenti elezioni, sono state poco accomodanti. L’auspicio è che, una volta posto alle spalle lo scalino delle votazioni, l’atteggiamento della Merkel e degli alleati, chiunque essi siano, si faccia più rilassato, è questa la sfida che il nuovo esecutivo dovrà cogliere per essere davvero la locomotiva intercontinentale dell’EU, poiché non v’è dubbio che in summa la via dell’austerità inflessibile ha fallito e quindi una strada alternativa deve essere trovata ed applicata congiuntamente dagli stati membri senza diktat e veti bloccanti in favore di pochi.

Bruxelles però oggi avrà trovato preoccupante anche la situazione italiana, dove il Ministro Saccomanni, dando una spallata alla stabilità politica, ha paventato le sue dimissioni se non cesseranno gli scontri sul tema IVA, il cui aumento ora come ora non può essere scongiurato, contrariamente a quanto vorrebbero sia PD che PDL i quali, in modi più o meno pacati, lanciano il loro ultimatum. Per giunta poi anche la seconda rata dell’IMU ha esito incerto.

Le vie comuni e condivise sono alla base di un governo di grande coalizione, e l’aumento dell’IVA è spinoso poiché non garantirebbe gettito certo e stabile visti i consumi sempre più in calo. Quello dell’IVA sarebbe  con tutta probabilità un ritardo al massimo fino al 31 dicembre poiché va ricordato che solo poche settimane fa Visco di Bankitalia ha ammonito che non è pensabile che l’IVA non aumenti nel 2014.

La situazione generale è ancora più complessa se si considera che l’ IFM ha rivisto ulteriormente al ribasso le stime del paese, portando la crescita (che pesa sul rapporto deficit/PIL) 2013 a -1.8% da -1.7% e la previsione sul 2014 a +0.7% invece che +1% inoltre il tetto del 3% sul rapporto deficit/PIL è stato sforato di 0.1% il che equivale a dover reperire altri 1.5 miliardi di € entro fine anno.

Alla luce di ciò la reazione di Saccomanni è comprensibile, ma verrebbe da chiedersi perché non si sia manifestata prima; almeno a partire da quando gli scontri erano sull’IMU, la cui abolizione non è affatto piaciuta all’Europa, al fine di mettere in chiaro duramente lo scopo di uno strano Governo che per tempi e modi dovrebbe agire rapidamente ed incidendo profondamente su priorità ben note, senza doversi inventare strane alchimie. L’Europa da questo punto di vista alla fantasia mediterranea preferisce sicuramente il pragmatismo e l’ordine nordico.

 

22/09/2013

Valentino Angeletti

LinkedIn: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

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Una Risposta

  1. […] DISCIPLINA DI BILANCIO. IN ALTRE PAROLE UNA CONVERGENZA VERSO UNO STRUMENTO DEL TIPO EURO-BOND (argomento già trattato e sostenuto almeno due anni or sono in questa sede, precedentemente avanzato da Prodi ed anche da Tremonti). Singolare che il Governatore abbia […]

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