Anche l’ Africa chiede più Europa

Non si può e non si deve rimanere indifferenti di fronte a ciò che è successo qualche giorno fa a Lampedusa. Nessuno se lo può permettere, con la consapevolezza che il problema degli sbarchi non è nuovo e questo è solo uno degli ultimi episodi dall’ epilogo drammatico che calamita ogni attenzione, ma il fenomeno non è affatto nuovo e troppo spesso taciuto poiché fortunatamente non sempre così tragico.

Adesso a mente più fredda si fa appello a politiche comunitarie per cercare di porre rimedio alla piaga dell’immigrazione incontrollata in terra europea. Lo fa l’ Italia che, fuor di dubbio, vive il problema sulla propria pelle, lo fa la Germania che, abbandonando il suo rigore spesso un po’ egoistico, si dichiara favorevole a quote di immigrati per singoli stati e ad accordi con gli stati di partenza degli emigranti, e lo fa la Francia, che per bocca del suo primo ministro Jean-Marc Ayrault ritiene necessario un intervento europeo per cercare una soluzione al fenomeno dell’ immigrazione nell’ Unione.
Con questo fine si riuniranno nei prossimi giorni, probabilmente mercoledì 9 ottobre, i Ministri degli Interni di tutti gli stati membri.

Politiche comuni e forti valide per tutto il continente europeo sono necessarie per affrontare ogni tematica che comporti conseguenze per i singoli stati; più in generale ogni politica finalizzata ad incrementare la competitività del continente, a rafforzare la sua posizione attualmente un po’ barcollante e ad affrontare le sfide globali, non può prescindere dal seguire una linea dettata centralmente all’insegna della solidarietà e dell’integrazione tra gli stati membri in modo da avere realmente “più Europa” come invocato da molti esponenti istituzionali (il Premier italiano Letta primo tra tutti, ma anche l’ex Premier Mario Monti o il Professor Romano Prodi). Questa considerazione vale ovviamente per le tematiche monetarie e finanziarie, per quelle fiscale e relative alla tassazione ed all’evasione/elusione, per le politiche energetiche ed il mercato dell’energia, per la lotta ai cambiamenti climatici ed alla sostenibilità energetico – ambientale. Tutti campi che, senza un moto sincrono ed unitario, amplificheranno disuguaglianze ed accentueranno i problemi degli stati più deboli i quali saranno la zavorra della UE e non le consentiranno di competere a livello globale con le grandi potenze, come parimenti non potrebbero farlo le singole economie, anche quelle più forti, perché pur sempre troppo piccole di fronti ai giganti del mondo. A maggior ragione questa considerazione va applicata, e pare che, almeno a parole, anche i più reticenti come la Germania se ne siano accorti, al tema della demografia e più nello specifico dell’immigrazione che non è più verso una nazione, ma è verso un continente e che troppo spesso finisce in tragedia.

Il commissario europeo responsabile per gli affari interni e l’immigrazione Cecilia Malmström ha dichiarato da Bruxelles che l’ Europa ha messo in campo strumenti per il controllo dei flussi migratori, come il Frontex e l’Eurosur, e che ha allocato molti fondi, dei quali uno dei maggiori destinatari è l’ Italia (232 milioni nel periodo 2010-2012 e 137 milioni solo per il 2013). La Malmström ha anche affermato che l’ EU è disponibile ad agire, ma gli Stati devono chiarire cosa vogliono. Quest’ ultima affermazione forse non è troppo precisa, in realtà dovrebbe essere elaborata, con la partecipazione di tutti gli stati membri, una politica e delle modalità comuni per cercare di risolvere il complesso problema. Non è esaudendo le proposte di singoli stati, i quali potrebbero avere visioni limitate, che si può affrontare la situazione a livello continentale come dovrebbe essere fatto, altrimenti si rischierebbe solamente di spostare in problema da un confine ad un altro.

Il problema demografico animerà i prossimi anni e l’ immigrazione dai paesi africani e del medio oriente rappresenta una risorsa che tramite l’ integrazione ed attraverso la creazione di un’ area economico-sociale “Paneuromediterranea” (Cit. editoriale del trimestrale Oxygen di Antonio Tajani, Vice Presidente commissione Europea) potrà portare benefici a tutti i continenti che si affacciano sul Mare Nostrum. Il flusso migratorio deve essere controllato e non essere animato dalla disperazione per guerre civili, terrorismo, estrema povertà oppure non deve essere la via di fuga per criminali. A tal fine i dialoghi con i paesi africani o del medio oriente interessati sono indispensabili, ma difficili anche per il fatto che spesso i governi sono dittatoriali, militarizzati o non ben definiti. Da parte dei paesi più industrializzati, ricchi ed attenti alla sostenibilità anche in campo umanitario e politico, come l’ Europa si presenta, deve essere compiuto uno sforzo non interessato per portare stabilità anche in quelle aree flagellate e devastate dalle dittature militari, per instaurare un tessuto sociale più armonioso ed autosufficiente grazie all’ approvvigionamento di acqua, al miglioramento di prassi sanitarie, all’ elettrificazione ed alla creazione di una agricoltura e piccolo artigianato locale che regolerebbe in modo automatico il flusso migratorio.
È chiaro che questi interventi richiedono tempo ed una organizzazione impeccabile che solo una istituzione od continente veramente unito e mosso da politiche comuni può garantire. Ne è un esempio l’ ONU o la Banca Mondiale e lo deve diventare anche l’ Unione Europea, perche anche l’ Africa sta chiedendo più Europa.
Se le dichiarazioni della Germania, della Francia e di tutti i paesi che non possono rimanere silenti di fronte ad un simile dramma, verranno applicate ed estese anche ad altri temi chiave, allora sarà seriamente possibile convergere verso un’ Unione più forte che dovrà davvero diventare l’ Europa dei Popoli che ormai è richiesta anche oltre i confini del continente e per affrontare problemi ben più nobili dell’economia e della crescita, quelli legati alla vita. Se ciò accadrà i poveri profughi di Lampedusa ne saranno di diritto i martiri padri fondatori.

06/10/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

3 Risposte

  1. […] in merito e non ritengo opportuno scriverne ancora, mi taccio, ascolto e tristemente constato: Disastro 06/10/2013 – Disastro 13/05/2014); e mentre a livello economico è ancora la vicenda di Atene, sempre […]

  2. […] cooperazione nei rimpatri ed interventi volti a contenere le migrazioni nei paesi d’origini. In realtà di disastri e di vite stroncate in mare, nel corso di questi anni se ne sono avuti a non …e (proprio come per la crisi […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: