Cancellieri, Ligresti storie di “Non” Libertè, “Non” Egalitè, “Non” Fraternitè….

Ancora una volta una telefonata, un’ intercettazione gettano nel caos le istituzioni e dividono l’opinione pubblica. Questa volta si tratta della telefonata che il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri avrebbe effettuato alla moglie di Salvatore Ligresti, Gabriella Fragni, nella quale il Ministro mostrerebbe tutta la propria disponibilità nell’ aiutare la famiglia dell’Ingegnere proprietaria di Fonasi riguardo all’ arresto della figlia Giulia, la quale, in carcere, avrebbe riscontrato problemi di salute.
A prescindere da come poi evolverono le cose, pare non influenzata dalla telefonata, ed a prescindere dall’ amicizia che legava da tempo le due famiglie e che effettivamente avrebbe potuto muovere il sentimento umano di vicinanza della Cacellieri alla ragazza, la vicenda solleva almeno tre punti importanti di riflessione.

Il primo riguarda la carcerazione preventiva e la necessità della totale rivisitazione di questa misura che contribuisce ad intasare il sistema carcerario italiano, già vicino al collasso e causa di multe e sanzioni provenienti dalla commissione europea, che non tutela a dovere la libertà ed il principio di innocenza.

Il secondo riguarda l’ugual trattamento delle persone rispetto alle istituzioni. Anche se fosse vero che non è il primo caso di interessamento diretto da parte del Ministro Cancellieri nei confronti di carcerati in difficoltà è impensabile che tutti i casi simili o anche più gravi abbaino usufruito del medesimo interesse. Che il fatto poi non abbia attivamente concorso al passaggio di Giulia Ligresti agli arresti domiciliari è ancora da dimostrare, così come è indubbio il peso della telefonata, direttamente da Ministro della Giustizia. Quante persone, madri, padri, amici e familiari hanno un caro in carcere, in certi casi per reati al limite del banale, in condizioni igieniche inadeguate e magari gravemente sofferente e livello fisico o psicologico, o perché precedentemente malato oppure perché indotto da condizioni ai limiti dell’umano? La risposta è un’ infinità. Il loro sentimento non può che essere di rabbia, sdegno, impotenza e frustrazione, poiché anche il solo giovarsi di una frase come:
“Conta su di me poiché farò qualsiasi cosa sia in mio potere”, per giunta proferita dal Ministro di Giustizia, predispone l’animo e la mente in modo differente e li apre a speranze che, anche con la loro semplice presenza, arrecano sollievo e danno la forza di affrontare le difficoltà con diverso vigore e spirito.

Il terzo punto è più materiale, tipicamente e drammaticamente italiano e riguarda un retroscena della vicenda. Il figlio di Anna Maria Cancellieri, Piergiorgio Peluso, è stato Direttore Generale di Fondiaria-Sai. Una intercettazione ai danni della stessa Giulia Ligresti farebbe emergere che questa carica non deriva propriamente da meriti o CV ineccepibile, bensì dai potenti conoscenze e legami personali detenuti da Peluso. La Ligresti lamentava anche il fatto che dopo un solo anno di incarico, per giunta con risultati scadenti, Peluso avrebbe lasciato la compagna, già in difficoltà finanziarie, percependo 3.6 milioni di € di buonuscita per entrare in Telecom. Forse, ma nessuno può dirlo se non l’anima e la coscienza dei protagonisti, il sentimento di amicizia oltre quarantennale era ulteriormente supportato da un senso di profonda riconoscenza per la famiglia dell’Ingegnere. Un caso simile successe in Fincantieri con un esponente della Lega Nord, ma sicuramente è in numerosissima compagnia.

Ciò è un’ ennesima prova di come l’Italia sia ineguale, ingiusta, statica, socialmente immobile e di come troppo spesso il sogno dello studio, dell’impegno, della dedizione, della gavetta per avere anche una sola possibilità di colmare un divario sociale che si sta sempre più pericolosamente allargando rimanga sogno già in partenza.
Questa è una profonda iniquità che contribuisce all’ assenza di prospettiva, di voglia di emergere e di combattere, di sudare ed a volte di sperare di tanti giovani che o si rassegnano e si annichiliscono oppure cercano all’ estero mete, non più favorevoli, ma semplicemente dove giocarsela alla pari, senza vantaggi, ma soprattutto senza una zavorra notoriamente incolmabile. L’assenza di meritocrazia o il saper già che vi sono dei limiti non prevaricabili, non tanto perché qualcuno, e se così fosse chapeau nei suoi confronti, sia più bravo o meritevole, ma perché facente parte del giro giusto (in the right loop direbbero gli inglesi…) lascia l’amaro in bocca ed indigna non poco. Inoltre non sembra esistano vie per migliorare la situazione, e cosa peggiore, in tanti, giovani e non, considerano questa prassi una consolidata normalità sicuramente errata ma ormai da accettare rassegnatamente.
La situazione economica italiana, dove lo Stato ed intere aziende una vota eccellenze e campioni mondiali (la Telecom è un caso emblematico) arrancano, è figlia anche di comportamenti e pratiche simili.

Il Premier Letta ha dichiarato la necessità di più Europa (e qui si è ribadito da tempo, più e più volte), di una Europa dei popoli, di fratellanza, ricalcando il motto della rivoluzione francese, dove i falchi, tipicamente del nord, rinunciano a qualche loro privilegio per supportare i Paesi più in difficoltà al fine di giungere rapidamente ad una unione reale proveniente da un profondo processo riformatore che è l’unica via per non fare del sogno europeo solo un tentativo sgretolatosi sotto gli egoismi ed i particolarismi che ingoieranno anche coloro che fino all’ ultimo hanno persistito nel loro mantenimento.
Sicuramente mossi da interessi economici anche gli USA hanno fatto questo monito alla EU ed in particolare alla Germania.
Noi, come Italia, che avremo il prossimo anno la guida del semestre europeo e che dovremo avere la forza, l’autorevolezza e la credibilità per mettere in discussione vincoli europei eccessivamente rivolti all’ austerità e poco alla crescita, come possiamo pensare di centrare l’obiettivo se internamente siamo vittima di continue tensioni politiche, scontri interni al governo e se per di più la nostra politica ed il nostro tessuto industriale e multinazionale (come era proprio Telecom, Alitalia, Fondiaria) di prima importanza sono stati governati da meccanismi impeccabilmente oliati affinché vigano successioni quasi dinastiche o comunque nomine per cognome?

02/11/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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2 Risposte

  1. […] Cancellieri, Ligresti storie di “Non” Libertè, “Non” Egalitè, “Non” Fraternitè….02/… […]

  2. […] solo per citare gli ultimi due episodi, si era già parlato in occasione dell’affare Cancellieri – Ligresti e per lo scandalo Expo 2015 (nel quale, ora si scopre, essere coinvolto lo stesso […]

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