Per chi ieri ha potuto vedere servizio pubblico … Renzi VS Michele

In riferimento al dibattito tra il Livornese Ingegner Michele e il Fiorentino Matteo Renzi sulle pensioni d’oro, sul contributo di solidarietà e sullo stop alla rivalutazione, andato in onda nell’ ultima parte della puntata di Servizio Pubblico (07/11/13), ci sarebbe una considerazione fondamentale.

Innanzi tutto non possono essere equiparate le pensioni da 3’000 € al mese con quelle da 10’000 € ed oltre.

In secondo luogo i calcoli fatti dall’ Ingegnere saranno sicuramente giusti, non entro nel merito in quanto non competente, ma Michele sosteneva, sciolinando numeri e percentuali, di star percependo (circa 7’000 € al mese) quello che con il metodo contributivo aveva versato durante i suoi quasi 40 anni di vita lavorativa, anzi, a detta, sua la cifra percepita sarebbe anche leggermente in difetto, quindi ritiene ingiusto e vessatorio bloccare le rivalutazione oppure richiedere un contributo di solidarietà a coloro nelle sua stessa situazione. La risposta di Renzi, sensata, è stata che in questo momento tra tutelare Michele e chi è in condizioni simili, è giusto cercare di proteggere coloro che una pensione o uno stipendio non ce l’ha; in fin dei conti con 6’500 € al mese si vive bene lo stesso, cosa non vera con 800, o anche meno, € al mese, ha detto il sindaco.

Fermo restando che il livello pensionistico di Michele, che si prende come esempio, non me ne voglia, rappresentante di una classe di persone nella medesima situazione, sia totalmente legittimo, legale e meritato, il punto da affrontare è che considerando la situazione comatosa in cui sta versando il paese, se ognuno, anche legittimamente difende quanto avuto fino ad ora per proteggere una propria posizione super favorevole nonostante tutto e tutti, la via d’uscita non si trova, si continuerà a fare bei discorsi, campati in aria e mai attuati perché si troverà opposizione per ogni cosa.

Michele ha avuto la possibilità di lavorare come ingegnere, essere responsabile di rami aziendali, arrivare a diventare amministratore delegato, ha versato ed ora riceve quanto ha dato.
Adesso vi sono una platea di ingegneri, specialisti e laureati a spasso, e coloro che lavorano, percependo al massimo 1’500 € puliti al mese, che per vivere autonomamente a Roma o Milano non sono sufficienti, non hanno prospettive pensionistiche consistenti e veritiere, così come le proiezioni sul TFR non sono proprio rosee. Il TFR, dopo la liberalizzazione del settore, in molti casi è stato affidato a fondi pensione privati sui quali è stata aumentata la tassazione e sono state tolte alcune detrazione e che non potrà essere percepito, come avveniva in passato, in unica soluzione ed infine anche la reversibilità dell’eventuale rendita mensile è limitata.

Se non ci si mette in testa di collaborare per ridistribuire ricchezza (vedi articolo: abbassare GINI ), anche con cessione di un poco di privilegi legittimi, a vantaggio dei moltissimi non tutelati come i precari, i NEET, il 40,4% di giovani disoccupati, l’ oltre 12% di disoccupati, dalla crisi non si uscirà, ma aumenteranno disuguaglianza sociale, tensioni, lotte generazionali e via dicendo. A ben vedere questa richiesta di flessibilità è ciò che stiamo chiedendo alla Germania della Merkel.
Lo hanno capito molti industriali importanti che si sono detti favorevoli ad una patrimoniale tarata sulle grandi somme ed immobili perché in un momento simile chi più ha più deve contribuire e di una ripresa l’industria ed il paese nel medio termine beneficerebbe di più rispetto a quanto perderebbe con una patrimoniale intelligentemente progressiva anche tra i grandi patrimoni (Vedi Nota).

Chiaramente coloro che percepiscono privilegi non dovuti, anacronistici, insensati ed eccessivi, così come quelli che evadono ed eludono fisco e contributi devono essere i primi obiettivi da stroncare, ma per equilibrare il paese il sentimento di collaborazione generazionale, solidarietà, quasi carità, per cercare di far si che l’unica prospettiva per la futura classe politica e dirigente non sia l’emigrazione definitiva, deve essere provato ed applicato.

Almeno io, e spero di non essere l’ unico, la vedo così, …. ma forse sono dalla parte sbagliata della barricata.

NOTA: il risparmio privato degli italiani ammonta a circa 6’000 miliardi di €, più o meno 3 volte il debito pubblico e 4 volte il PIL. Il 45% di questa somma, circa 2’700 miliardi, sta nelle mani del 10% più ricco della popolazione, lo 0.1% di 2’700 miliardi sono 2.7 miliardi sufficienti per l’ IMU, l’ 1% di questa somma sono 27 miliardi superiori agli 11.6 allocati nell’ ultima legge di stabilità. Un 1% non intacca il potere economico di ingentissimi patrimoni.

07/11/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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3 Risposte

  1. Amministratore 2.0 |Rispondi

    Bellissimo articolo, spiegato alla perfezione, e con il quale concordo in pieno.

    1. Grazie. Penso che siamo arrivati ad un punto dove se tutti, a partire dai più privilegiati, politici in primis, non si sacrificano sarà impossibile raddrizzare una situazione ormai già compromessa.

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