Verdetto S&P, vivacità USA, forza Russa confermano le difficoltà Europee

S&P, con buona pace del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, dopo aver portato il 29/11 il rating sovrano dell’Olanda da AAA a AA+, ha proferito la medesima sentenza anche per l’Eurozona (pochi giorni dopo il seguente: Link ). Le motivazioni sono una sostanziale lentezza ed inconcludenza nell’attuare riforme importanti in un momento in cui la rapidità è indispensabile, le tensioni in tema di bilancio animate da particolarismi sempre vivi, l’instabilità politica di alcuni membri e la crescente disgregazione alla base dei movimenti anti-europeisti in preoccupante e trasversale ascesa. Il responso delle agenzie di rating si può opinare, gli istituti sono in marcato conflitto di interessi e non hanno saputo mettere in guardia da clamorose bolle (Parmalat, mutui subprime, crisi argentina etc, etc, etc.), non si può però essere ciechi di fronte agli evidenti problemi dell’Eurozona e neppure, come invece stanno facendo importanti figure istituzionali, dire che la via della loro soluzione, del cambiamento e della svolta  è stata intrapresa perché il lavoro da fare è ancora drammaticamente lungo e duro in particolare per giungere a quella comunione di interessi ed impegni che sono il pilastro degli ideali che mossero i padri fondatori. Il declassamento va a confermare quanto sia sempre più forte la necessità che il vecchio continenti si muova compatto ed unito per poter rimanere un interlocutore di primo piano dello scacchiere mondiale che vede una Russia sempre più colosso energetico, dalla politica estera forte e determinata, trainata da un Putin dalle migliorate doti comunicative e mediatiche, e gli USA, che hanno appena avviato il graduale tapering, estremamente vivaci, con una PIL relativo al terzo trimestre che balza al 4.1%, segno, emblematico per l’Europa, che anche in scenari macroeconomici complessi e sfavorevoli l’adozione di certe politiche porta effettivamente i frutti sperati.
È obbligo degli stati europei in difficoltà iniziare, qualora non lo avessero già fatto, o continuare con le riforme, ridurre spesa e sprechi, mantenere i conti in ordine, investire in crescita e sviluppo, ma è ancor di più dovere dei virtuosi detentori della tripla A, Germania, Finlandia, Svezia, UK contribuire e trainare l’Europa fuori dal pantano, consentendo di allocare adeguati margini e risorse per la competitività. Di certo nel lungo termine i vantaggi saranno tangibili anche per loro, poiché l’alternativa è, con tempi differenti da caso a caso, che tutto il continente e tutti gli stati diventino secondari per importanza politico-economica e oggettivamente, più che della ripresa, questa è la via che pare essere stata tracciata finora. A parole non sembrano esserci opposizioni a procedere finalmente in sinergia, cominciando dalla stessa Germania, ma, come noi italiani sappiamo bene, spesso i comportamenti differiscono non poco dal verbo.

21/12/2013
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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2 Risposte

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  2. […] Link Russia e Crisi ucraina Crisi Ucraina: mire Russe d’egemonia energetica? 30/04/2014 Tre elementi del bilaterale Italia-USA, senza perdere di vista Europa, Cina e Russia 28/03/2014 La delicata questione Russo-Ucraina: intrecci di politico-economici con al centro energia e strategie Geo-Politiche 16/03/2014 Il gas russo e le contraddizioni energetiche italiane ed europee 08/03/2014 Capacity Payment e Sorgenia: argomenti da scindere 02/03/2014 Verdetto S&P, vivacità USA, forza Russa confermano le difficoltà Europee 21/12/2013 […]

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