Fine anno, tutti con Napolitano. Quindi da domani si cambia?

Il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica è stato, seguendo la tendenza del momento, all’insegna della comunicazione.
In particolare la prima parte, che ha visto la lettura ed il racconto di storia di vita vissuta da comuni cittadini alle prese con la crisi e le sfide del quotidiano, è stato un tentativo forte e toccante di riavvicinamento tra popolazione ed istituzioni politiche, rapporto che, come confermano svariati sondaggi (es. studio Demetra su la Repubblica di Lunedì 30/12), è andato sempre più ledendosi fino a sfociare in totale distacco, disaffezione e disinteresse. Sentimenti mossi dalla convinzione diffusa tra i ceti popolari e non, avvallati da alcune evidenti dimostrazioni, che la politica non riesca ad interpretare i reali bisogni dei cittadini e non sia in grado di capire i problemi o perché guidata da interessi puramente personali o perché, malgrado la buona volontà, lo status quo di politico con al seguito innumerevoli benefici e lauti stipendi, perfettamente legittimati dalle norme e che consentono disponibilità quasi illimitata per ogni eventualità, non possano permettere la completa comprensione di coloro che non arrivano a fine mese, devono scegliere tra pagare i propri dipendenti o garantire il necessario alla propria famiglia (caso presente tra le letture di Napolitano) o hanno un muto per la casa che faticano ad onorare (il classico esempio è la concessione di un mutuo, ormai chimera di molte persone comuni non lo è invece per i politici che hanno accesso a tassi di favore, 1%, e dispongono di stipendi e prebende fisse e sostanziose). Napolitano ha auspicato che questo divario inizi a colmarsi fin da subito ed ha suggerito alla politica di moralizzarsi e sacrificarsi, di tornare davvero al servizio del cittadino comprendendone bisogni, necessità, pretendendo doveri, ma assicurando diritti a partire dai fondamentali.

Il resto del discorso è stato più o meno prevedibile, dai toni non aggressivi o da ultimatum senza però tralasciare di sottolineare la natura transitoria del suo mandato né di respingere con vigore ogni accusa di assolutismo nei suoi confronti, mettendo in primo piano la necessità di andare avanti con le riforme, inaugurare un periodo di cambiamento e perseguire una larga comunione di intenti, o se si preferisce di intese, trasversali tra i partiti per lavorare assieme in favore della cosa pubblica.

Le reazioni dei partiti e del leader politici sono state critiche per quel che riguarda le forze di opposizione, ma di totale consenso ed approvazione considerando i partiti di maggioranza e del centro, quindi PD, dal Premier Letta al Segretario Matteo Renzi, NCD, a cominciare dal vice Premier Alfano, l’UDC, il cui leader Casini si è detto entusiasta e Scelta Civica, ove Monti si è complimentato per il discorso del Presidente definito pacato e forte.

Dunque nella maggioranza e nel centro tutti d’accordo.
Da domani, si consenta che il primo gennaio anche le istituzioni si dedichino al riposo, si potrà davvero lavorare in sintonia ed accordo per cambiare il paese e ritrovare i binari di una Italia al limite dello smarrimento o comunque in costante stato di “vivacchiamento”, rendendo realmente utili le larghe intese e la stabilità politica, insignificanti se fini a se stesse?
Visti i precedenti, al di là delle frasi di circostanza più o meno sincere e commoventi, sarà difficile che una data particolare come Capodanno ed un unico messaggio, uno dei tanti e neanche dei più critici, possa far mutare quell’attitudine che tra alti e bassi si protrae almeno da 240 giorni, da maggio dell’anno ormai scorso.

Il fortissimo augurio, accanto a quello di un 2014 ricco di soddisfazioni e gioia, è di sbagliare previsione. L’attesa non sarà lunga, da domani si vedrà.

01/01/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

3 Risposte

  1. […] Fine anno, tutti con Napolitano. Quindi da domani si cambia? 01/01/2014 […]

  2. […] ed i nuovi Ministri:  forse qualche compromesso ma di certo tanto duro lavoro da fare 23/02/14 Fine anno, tutti con Napolitano. Quindi da domani si cambia? 01/01/14 Napolitano non sorprende, ribadisce! 14/08/13 Superare l’impasse agostana, poi concentrarsi sul […]

  3. […] Link: Le dimissioni di Napolitano sanciscono una sconfitta politica? 02/12/14 Il Presidente Napolitano, stanco e forse deluso, verso le dimissioni? 09/11/14 Fine anno, tutti con Napolitano. Quindi da domani si cambia? 01/01/14 […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: