Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzazione ed agevolazioni

Con la vittoria alle primarie PD di Matteo Renzi e con la sua fermezza nell’interfacciarsi con il governo sì è tornati con decisione e giustamente a parlare di lavoro, pilastro cardine della ripresa ultimamente sacrificato sull’altare dell’IMU, della Mini IMU, della Tasi, della IUC, delle unioni di fatto e dei diritti delle coppie omosessuali, della legge elettorale di certo fondamentale, ma che non può e non deve oscurare altre necessità, come appunto il lavoro, da affrontarsi con estrema rapidità.

Il segretario PD ha da pochi giorni lanciato il proprio piano sull’occupazione, il JOBS Act (Jumpstart Our Business Startup Act) che ha causato discussioni interne al governo ed interesse da parte dell’Europa intenzionata ad approfondirlo e studiarlo dettagliatamente.
Il rilancio del lavoro in Italia ed in Europa è una priorità palesata pubblicamente, ma purtroppo è difficile pensare che nella situazione italiana la modifica dei rapporti sindacali e delle rappresentanze, la modifica delle agenzie di collocamento, la rivisitazione dell’articolo 18, la riduzione dei contratti di lavoro, finanche la riduzione del costo del lavoro e l’introduzione di sgravi per le aziende, possano da soli creare immediatamente offerta di lavoro.
La sburocratizzazione, pur necessaria, può attrarre aziende estere e nostrane ad assumere nuova forza lavoro solo se esiste un “business case” solido, vale a dire una prospettiva di profitto.
Al momento i dati Istat ricordano che anche nell’ultimo mese, nonostante le festività, i consumi sono calati dell’ 1.5% raggiungendo i livelli più bassi da quando ci sono le serie storiche, così come il potere di acquisto dell’ex classe media è arretrato di una decina di anni. Il circolo virtuoso da innescare è quello di dare potere d’acquisto, creare domanda e quindi posti di lavoro poiché le aziende, incrementando ordinativi e richieste, inizieranno ad avere una graduale prospettiva di profitto. Chiaro è che il ruolo dell’export per il nostro paese sarà sempre più dominante e dovremo essere in grado di puntare su quei settori strategici in cui siamo competenti e possiamo offrire prodotti e servizi davvero unici (Link lavoro e modello economico, Link futuro e cambiamento, Link cambiamento CEO Microsoft).
Una volta innescato questo meccanismo, che non può prescindere da una riduzione della tassazione e del cuneo fiscale, non solo per incentivare nuova assunzioni, ma per consentire immediatamente più spesa che inevitabilmente si concentrerà da subito sui beni di prima necessità, anch’essi in drastico calo, allora la sburocratizzazione consentirà davvero di facilitare l’impiego.
Il problema sussiste nel fatto che questo meccanismo non è immediato, necessita di tempo tecnico (tanto in un paese pachidermico come l’Italia) per la messa in atto delle modifiche legislative e normative, ma soprattutto è conseguenza di una crescita di PIL non banale, stimata attorno all’ 1.5%, per tali ragioni il 2014 vedrà ancora un acuirsi della disoccupazione ed anche sul 2015 non vi sono certezze.

Per tentare di arginare immediatamente il problema occupazionale si deve cercare dunque di creare posti di lavoro in un ambiente, quello attuale, stagnante, senza domanda e dove le aziende difficilmente sono disposte ad investire o ad assumere in modo incisivo e sistematico. Ciò richiede investimenti pubblici (o anche privati) in settori di utilità, che in ogni caso avrebbero dovuto essere oggetto di interventi, come la riduzione del rischio idrogeologico, la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici e delle aziende, la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, la conclusione di opere ferme o bloccate da tempo, il miglioramento dei trasporti e delle vie di comunicazione, molti interventi infrastrutturali ecc. Una sorta di “new deal” ripreso da Obama in USA (Link USA 1, Link USA 2) e da Abe in Giappone senza curarsi, in questa fase economica particolare, dello sforamento del deficit. Le coperture per gli investimenti potrebbero provenire da tagli alla spesa, riallocamenti da altre attività meno prioritarie, razionalizzazione delle risorse, ma anche dalla trattativa con Bruxelles per far entrare in vigore la Golden Rule, condizionata ad un rigido controllo di spesa e di risultato, per le attività a reale supporto dell’economia.

Riassumendo, si può concludere che oltre alla sburocratizzazione ed alle agevolazioni in tema di assunzioni, più opportune in una seconda fase, serve necessariamente:

  • creare un buon numero di posti di lavoro nel breve termine con interventi infrastrutturali; il che contribuirà parzialmente a supportare i consumi, inizialmente di prima necessità, in depressione continua.
  • Lavorare sull’aumento del potere d’acquisto innescando, nel medio periodo, la spirale virtuosa: maggior disponibilità economica – incremento consumi – aumento della produzione e quindi probabile necessità di ulteriori posti di lavoro.

Al contempo sarebbe bene che le aziende in utile, anche decrescente rispetto al passato, non decidano di ricorrere a cassa integrazione o contratti di solidarietà, ma stringano stoicamente i denti, lampante è che per accondiscendere a ciò la serietà dello stato ed i propri piani devono essere chiari e determinati.

Una società forte non può essere trainata solo da pochi ricchissimi che inevitabilmente non riescono ad attivare tutti i meccanismi di creazione di valore e benessere, ma necessita di una forte classe media con sufficiente disponibilità economica mossa dall’ambizione, dalla prospettiva e dalla speranza, alimentate da una disuguaglianza non castale o settaria, di poter accedere a livelli sociali superiori, raggiungendo dinamicamente un miglior standard di vita, che è ciò che hanno da sempre perseguito e cercato di assicurare alle generazioni future i nostri padri ed i nostri nonni. La disuguaglianza presente in italia (Link Indice GINI), seconda solo agli USA ed UK, è quanto di più negativo possa esserci perché sta eliminando la classe media sia sotto il profilo prettamente economico che per quel che riguarda la speranza, la prospettiva e l’ambizione; una volta perso ciò si è perso tutto.

09/01/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

7 Risposte

  1. […] correlati al lavoro: I dettagli del DL lavoro possono risolvere i problemi occupazionali? Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… Lavoro, consumi, export ed un nuovo paradigma di sviluppo Eurogruppo sul lavoro, Ecofin sulle […]

  2. […] Alcuni Link collegati: Padoan lancia un messaggio alla ECB di Draghi per una politica monetaria più aggressiva? 29/04/2014 Rapporto Deficit/PIL al 3.1% sforamento temporaneo, ma la crescita economica necessita di investimenti a lungo termine 20/09/13 Merkel in Grecia, Lagarde a Washington, ed una strategia politico-economico-monetaria contro la stagnazione 12/04/2014 Scenari Italo-Europei: riformare e cooperare per sopravvivere 04/05/2013 Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… […]

  3. […] La revisione normativa può rilanciare il lavoro solo assieme ad interventi economici 02/04/14 Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… Lavoro, consumi, export ed un nuovo paradigma di sviluppo 29/06/13 Eurogruppo sul lavoro, Ecofin […]

  4. […] La revisione normativa può rilanciare il lavoro solo assieme ad interventi economici 02/04/14 Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… Lavoro, consumi, export ed un nuovo paradigma di sviluppo […]

  5. […] Link: Il “Jumpstart Our Business Start-up” Jobs Act che non accontenta nessuno…28/12/2014 La revisione normativa può rilanciare il lavoro solo assieme ad interventi economici 02/04/14 Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… […]

  6. […] Tre fasi per rilanciare il lavoro: investimenti nel breve termine, consumi nel medio, sburocratizzaz… […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: