Brevissima nota: privatizzazioni e CdP

Per le aziende di Stato o partecipate, se lo Stato non è in grado di investire a sufficienza per supportarne ed ampliarne il business, è giusto che vengano cercati capitali privati (dietro precisi piani di sviluppo, rigorosi controlli, vincoli e penali sul loro rispetto). La Banca d’Italia, già privata, è stata rivalutata e, a parte il tecnicismo implementativo, il concetto di innalzare il capitale sociale fermo a 156’000€ è sensato.

Non credo sensato invece pensare ad ulteriori importanti privatizzazioni della CdP, misura secondo alcune fonti vagliata dal MEF, assieme a Fincantieri, Poste, Enav, per raggiungere la quota di 8-9 miliardi. La CdP è l’unico ente che dovrebbe rimanere statale; il suo business non ha bisogno di capitali freschi, sarebbe un mero espediente per fare cassa privandosi di parte di un asset fondamentale per lo sviluppo del paese il quale, oltre a raccogliere i depositi postali e garantire i buoni fruttiferi, è dotato di enorme liquidità e finanzia la realizzazione di opere infrastrutturali che mai come ora sarebbero necessarie.

13/02/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: