Banca del popolo cinese: perché sceglie l’Italia, perché Eni ed Enel?

Nei giorni scorsi la Consob ha diramato la comunicazione che la banca popolare cinese è entrata in Enel ed Eni con una quota attorno a 2.1%.
Il 2% è una soglia importante perché il suo superamento impone la trasparente comunicazione alle autorità di vigilanza, la Consob appunto. Ciò fa pensare che abbiano voluto lanciare il segnale che l’operazione non è meramente finanziaria, ma segue un preciso piano industriale; difficilmente i cinesi si muovono senza strategie.
È stato stimato che il governo cinese ha 300 bil $ cash disponibili per essere investiti principalmente in Europa, consolidando i settori oggetto delle loro mire espansionistiche cioè eEnergy&Utility, Oil&Gas (in concorrenza con la Russia tramite Gazprom e Rosneft), minerario e terre rare, terreni agricoli (land grabbing in Africa).
L’Italia ha sofferto molto la crisi, l’economia e la borsa sono calate in modo importante, ma quest’ultima pare aver imboccato un trend rialzista ed avere ancora buoni margini di crescita con molti titoli che quotano ancora a sconto; l’economia invece dà qualche segno positivo, benché flebile, ma con ampi margini in caso di ripresa. Ciò assieme a titoli di stato ai minimi, alla centralità (è al terzo posto nell’area Eu) dell’economia italiana in Europa ed al processo riformatore in atto sia in Italia che probabilmente in Europa possono essere stati valutati dai cinesi come segnali promettenti nel medio-lungo periodo.
Venendo alla scelta delle aziende, innanzi tutto si tratta di due multinazionali integrate, tecnologicamente all’avanguardia, innovative, con knowhow d’eccellenza, operanti nel settore Energy ed Oil&Gas, di importanza strategica in Cina e nel mondo. Eni ed Enel offrono ottimi dividendi, hanno garantito decine di miliardi allo stato negli ultimi anni, ed Enel ha in programma di innalzare il payout al 50% nel 2015 ed al 60% in prospettiva (se le congiunture macro non peggioreranno già dal 2016), target che la banca popolare cinese ritiene raggiungibile. Infine i piani industriali presentati le settimane scorse sono stati apprezzati da tutti i brokers finanziari, sembrerebbe che anche gli investitori cinesi ritengano le strategie e le prospettive di crescita delle due multinazionali molto promettenti e capaci di creare valore.
Per una volta interpretiamo questo segnale positivamente lavorando affinché il Pease ed i nostri campioni industriali attirino altri capitali.

01/04/2014

Valentino Angeletti

LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti

Twitter: @Angeletti_Vale

 

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