Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM?

L’Istat ha diramato, in riferimento al quarto trimestre 2013, una serie di importanti dati per monitorare lo stato dell’economia del nostro paese. Il famoso rapporto deficit/PIl si attesta al 2.8% se non si considerano le operazioni di SWAP ed EDGING sui derivati a protezione del rischio, computate invece dall’Europa per l’avvio delle procedure di infrazione, che lo scorso anno sono valse lo 0.2% portando il rapporto al 3%. Rispetto al 2012 il rapporto deficit/PIL è diminuito dello 0.1%, segno dell’impegno dei successivi governi Monti, Letta, Renzi nel mantenimento della disciplina di bilancio e nel rispetto dei parametri europei.
A Bruxelles quindi i rigoristi o falchi possono stare tranquilli, fintanto che l’allentamento dei vincoli non verrà concordato, e prima o poi ciò dovrà avvenire, l’Italia, come confermato dal Premier, manterrà i patti.
L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dalla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie (-1.1%, dato più basso dall’inizio dei rilevamenti, il 1995), e dei consumi finali (-1.3% per giunta nel periodo delle festa natalizie). Ciò in parte spiega il calo dello 0.3% della pressione fiscale (comunque altissime al 51.5%).
Questi dati sembrerebbero in controtendenza con la bassa dinamica inflattiva (+0.7 nel quarto trimestre contro +2.1% del primo) e con la rilevazione secondo la quale i redditi sono aumentati dello 0.3% e la propensione al risparmio dell’ 1.4% (9.8% del totale).

Mentre da Bruxelles ed in particolare dalla ECB di Francoforte, benché con sempre meno convinzione, tendano a non considerare plausibile lo spettro deflattivo argomentando, e ciò è sostenuto da taluni anche per il nostro paese, che il rallentamento dell’inflazione non è dovuto al calo dei consumi; dati alla mano per l’Italia il discorso pare non valere.
La competizione che molte aziende hanno accettato, e perso, è stata sul ribasso dei prezzi dei prodotti, sul taglio dei salari e sul ricorso agli ammortizzatori sociali, che unitamente all’elevata pressione fiscale ed alla dilagante disoccupazione (arrivata al 17% se si considerano anche cassa integrati e scoraggiati), hanno letteralmente impoverito ed abbattuto, quando non azzerato, il potere d’acquisto, la propensione ai consumi ed il risparmio delle famiglie italiane che ha visto il principio di un processo di continua erosione.
Anche in un contesto, come il quarto trimestre 2013, ove gli acquisti avrebbero potuto sembrare vantaggiosi e dove si è registrato un lieve aumento del reddito, non sì ha assistito ad un incremento dei consumi, proprio perché il clima di fiducia tra i consumatori, complice anche la costante incertezza normativa, è venuto sensibilmente meno. La dinamica che si è innescata è quella di risparmiare, quando e se possibile, per fronteggiare imprevisti, come spese mediche o nuove imposte, oppure rimandare gli acquisti cercando di spuntare prezzi migliori. Questi modelli comportamentali non sono altro che la chiara evidenza dell’innescarsi dei tipici meccanismi che portano alla deflazione, avvallati anche dall’analisi dei dati ISTAT.

La ECB, sotto la pressione dell’ IFM e del Direttore Lagarde, pare stia elaborando un piano per arginare la diminuzione dei prezzi, indice di economie deboli. Illazioni parlano di un piano da 1000 miliardi di €, per QE da 80 miliardi al mese, superiori a quelli statunitensi attualmente in via di riduzione (disoccupazione giunta al 6.5% con target al 6%). Le misure fino ad ora adottate non hanno sortito effetti positivi principalmente perché il denaro immesso dall’Europa tramite gli istituti bancari non confluiva all’economia, ossia ad imprese e cittadini, sotto forma di credito, ma veniva investito in titoli di stato relativamente sicuri e ad alto reddito oppure depositato presso la stessa ECB.
Le proposte per ovviare a tali meccanismi, che nel processo di consolidamento dell’Unione Europea dovrebbero derivare da una regolamentazione bancaria chiara, trasparente e comune fino a convergere ad un vero e proprio sistema bancario unico, potrebbero essere ulteriori diminuzioni dei tassi (anche in negativo) o l’immissione diretta di liquidità bypassando le banche (come è avvenuto in USA).

Anche l’ipotesi avanzata da Yves Mersch, membro lussemburghese della ECB, di cartolarizzare i prestiti alle PMI per conferire loro la liquidità necessaria potrebbe rappresentare una buona soluzione di immissione diretta. Meno interventisti sono invece i rappresentanti dei paesi più stabili economicamente, come l’austriaco Nowotny, secondo il quale, prendendo la stima di crescita della Germania del 3% annuo, si assisterà ad una ripartenza di economia ed inflazione.
Evidente è la distorsione data dal prendere la Germania come esempio, il panorama europeo in realtà è ben differente.
Queste proposte saranno vagliate durante la riunione annuale dell”IFM in programma per questo fine settimana a Washington ed alla quale parteciperà il Ministro dell’Economia Padoan.

Dal punto di vista italiano è importante analizzare e valutare la proposta di cartolarizzazione dei prestiti delle PMI, che in Italia (ed in Europa) rappresentano un tessuto produttivo fondamentale e soffrono per il mancato credito e per il non pagamento dei debiti delle PA, ma ancor prima si deve fare in modo che l’allarme sul pericolo della deflazione e del conseguente perdurare della stagnazione economica, si faccia più grave perché per alcuni pilastri dell’economia europea lo è realmente e non si deve rischiare di agire in ritardo come avvenuto molto frequentemente negli ultimi anni.

Articoli correlati:
ECB, misure eclatanti, da parole a fatti.
Deflazione da spettro a rischio.
Electrolux sintomo primordiale di deflazione.

07/04/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

8 Risposte

  1. […] erano presenti Deflazione da spettro a rischio Deflazione ed ECB, misure eclatanti, come e quando? Dati istat confermano tendenza a deflazione, misure non convenzionali? Morando Renzi, Villa D’Este […]

  2. […] A parte queste che sono misure oggettive ormai consolidate vi è la percezione di ciò che sta per essere fatto, anche grazie alla capacità mediatica ed all’effetto annuncio (del quale Draghi ed ECB sono maestri Link). […]

  3. […] su ECB, politica monetaria, inflazione: Link: Merkel Lagarde e strategia contro stagnazione Link: Dati istat confermano deflazione, quali misure da ECB ed IFM? Link: Misure ECB, da ipotesi a fatti Link: bassa inflazione e rischio deflazione, scenario nè […]

  4. […] a Washington, ed una strategia politico-economico-monetaria contro la stagnazione 12/04/2014 Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM? 08/04/2014 Eclatanti misure della ECB: da ipotesi a fatti 04/04/2014 La deflazione diventa un rischio […]

  5. […] Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM? […]

  6. […] di deflazione La deflazione diventa un rischio sicuramente non casuale o imprevedibile…. Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM? ECB Padoan lancia un messaggio alla ECB di Draghi per una politica monetaria più aggressiva? […]

  7. […] non ci sono davvero più alibi per perseverare ulteriormente … ma lo sapevamo già 21/06/14 Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM? 08/04/14 Eclatanti misure della ECB: da ipotesi a fatti 04/04/14 Draghi, unione bancaria ed un sistema […]

  8. […] assieme ad interventi economici 02/04/14 Eclatanti misure della ECB: da ipotesi a fatti 04/04/14 Dati Istat confermano la tendenza alla deflazione. Quali misure aspettarsi da ECB ed IFM? 08/04/14 Merkel in Grecia, Lagarde a Washington, ed una strategia politico-economico-monetaria contro la […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: