Risorse tra evasione del canone e tagli

La lotta all’evasione fiscale deve essere una priorità per il nostro paese privandolo di circa 100 miliardi l’anno. Ovviamente quando si parla di evasione, ed elusione ci si riferisce principalmente a capitali di medio – grande entità e non di quella piccola evasione (a molti non piace, ma anche io definisco di sopravvivenza: Link1Link2) che sarebbe sconfitta con un prelievo fiscale inferiore, più progressivo, più legato ai singoli contesti e con una burocrazia meno opprimente (caso emblematico gli studi di settore). I grandi risultati si potranno ottenere solamente quando entreranno in vigore comuni norme europee principalmente in merito a tassazione, fisco, segreto e trasparenza bancaria, unificazione della regolamentazione degli istituti di credito.

Sempre nell’ambito della lotta all’evasione rientra la possibilità di studiare metodi alternativi volti a ridurre e scoraggiare “gli abusivi” del canone Rai. Si tratta di un fenomeno di minore entità ed in questo frangente un simile impegno appare strettamente legato al reperimento di risorse per la definizione delle imminenti coperture per il taglio dell’Irpef, il conseguente bonus medio di 80 € e la possibilità di estensione anche agli incapienti con reddito inferiore agli 8’000 € annui.

La premessa è che andrebbe probabilmente valutata la legittimità dell’imposta per il possesso di una TV e la congruità tra la tassa ed il servizio offerto non sempre all’altezza soprattutto se paragonato ai palinsesti delle pay-per-view per quanto concerne manifestazioni sportive importanti, film di un certo livello e di recente presentazione ed informazione (fatto salvo per Rai News 24 che rimane una delle migliori piattaforme informative del panorama televisivo e multimediale).

Il meccanismo proposto è quello di legare il pagamento del canone all’allacciamento alla rete elettrica, quindi alla bolletta. L’assunto è che se un utente RESIDENZIALE paga una bolletta elettrica allora con altissima probabilità è detentore una televisione. Effettivamente non si può negare che nel 90%, probabilmente anche oltre, dei casi è così. Certamente non è un’equazione matematica; si potrà dare la possibilità a coloro che, e ne hanno tutto il diritto, non posseggono una TV di non pagare il canone presentando una autocertificazione nelle medesime scadenze entro le quali andrebbe pagata la tassa.
Chiaramente in tal modo sarà più semplice effettuare controlli mirati rivolti quelli che hanno dichiarato di non possedere una TV. Inoltre, qualora la TV venisse acquistata in un secondo tempo, potrebbe essere il venditore che telematicamente trasmette l’avvenuto acquisto agli uffici competenti se l’acquirente non presenta ricevuta di pagamento del canone essendosi auto-esentato.

Il meccanismo risulta equo (presupponendo l’equità della tassazione che non è scontata), di facile ed immediata implementazione e consentirebbe il recupero di buona parte dei 300 milioni di euro in tal modo evasi e rappresentanti il 25% circa del totale.

Rimanendo in tema di reperimento delle risorse, in particolare per coprire le detrazioni IRPEF e consentire l’incremento di 80 € al mese per le buste paga inferiori a 28’000 € lordi così come un bonus anche per gli incapienti, è apparsa su alcuni giornali la possibilità di tagli alle detrazioni (scuola, assicurazioni, mutui, ecc) per i redditi medio – alti, individuati oltre i 50’000 € annui.
Come suggerisce il Premier è doveroso attendere venerdì le carte definitive, ma sorge una considerazione.

Se fosse vero, il meccanismo potrebbe rientrare in un inizio di ridistribuzione di ricchezza che potrebbe essere funzionante solo una tantum ed in una primissima fase emergenziale, diciamo solo per il 2014, non deve diventare strutturale. Il rischio reale è che il supplemento medio di 80 € non vada ad aumentare i consumi, ma li sposti solamente da chi percepisce più di 50’000 € lordi a chi ne percepisce meno di 28’000. In ottica rodistributiva ed in via del tutto eccezionale è un sacrificio che potrebbe essere anche chiesto, ma se si vuole ridistribuire la ricchezza senza colpire ulteriormente i consumi i capitali da cui attingere sono ben altri; sono quelli oltre la somma “di saturazione della spesa” tale per cui a maggior disponibilità economica non corrisponde maggiore spesa, in tal caso potrebbe essere pensabile un’imposta progressiva via via crescente.

Le coperture, in tal caso per le detrazioni IRPEF ma è valido in generale, per avere efficacia, natura strutturale e per consentire di raggiungere un duplice vantaggio, dovranno necessariamente pervenire dal taglio della spesa e delle inefficienze, non da un semplice spostamento dei soggetti tassati o delle modalità del prelievo altrimenti il possibile effetto di spinta economica viene azzerato ancor prima di potersi innescare come è stato dimostrato dal verificarsi della teoria di Laffer nei mesi e negli anni scorsi.

16/04/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

Una Risposta

  1. […] legandolo alla bolletta elettrica e puntando a recuperare il 60% dei 300 milioni annualmente evasi (Link Canone-bolletta). Questo è un approccio fuori dalla logica dei tagli lineari e che lascia libertà a specificità […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: