I dettagli del DL lavoro possono risolvere i problemi occupazionali?

DL Lavoro: possono il tetto ai rinnovi dei contratti a termine 5 o 8, la durata di 24 o 36 mesi dell’apprendistato oppure la presenza o meno di un piano di formazione scritto, risolvere i problemi del lavoro quali ad esempio la vertenza dell’acciaieria Lucchini di Piombino o gli esuberi in Alitalia che rappresentano uno degli elementi ostanti l’avanzamento della trattativa con Etihad, o ancora il tasso di disoccupazione che continuerà ad aumentare anche nel 2014 a causa del non sufficiente tasso di crescita del paese?
Direi di no.

Per inciso in un momento in cui il lavoro varia rapidissimamente ed i lavoratori devono adattarsi e riqualificarsi costantemente, la presenza dell’obbligo di un piano triennale di apprendistato, scritto e dettagliato, se non vi fosse la possibilità di aggiornarlo in tempo reale, sarebbe effettivamente un ulteriore vincolo burocratico per le aziende alla fine assolto come mero obbligo senza rappresentare un valore aggiunto per azienda e ragazzo lavoratore.
Supponiamo ad esempio che ad una azienda di vendita al dettaglio inizialmente serva un addetto agli scaffali; 18 mesi dopo, a seguito di un calo degli affari, viene presa la decisione di orientarsi verso l’e-commerce innovando la propria strategie ed i processi di vendita. Da quel momento l’addetto agli scaffali espostivi non serve più, ma vi è necessità di un addetto alla logistica di magazzino. In un caso simile, cosa dovrebbe fare l’impresa? Impiegare il giovane addetto agli scaffali che lavora da 18 mesi (tra i vari rinnovi ecc) seguendo un piano di formazione scritto e depositato oppure assumerne un nuovo ragazzo da formare ex novo?

La normativa deve aiutare, supportare, fungere da acceleratore e per questo va effettivamente studiata bene nei dettagli; al contempo deve essere adeguatamente flessibile senza ledere i diritti dei lavoratori, ma assecondando la fase economica in corso, caratterizzata da altissima dinamicità del lavoro e che necessità di adattabilità degli impiegati.

Tutto ciò però non può prescindere, per la creazione di lavoro ed occupazione, da un substrato economico reale ed orientato alla crescita (che potrebbe essere differente per modello da quella fin qui concepita).

Il pensiero rimane il medesimo:
La revisione normativa può rilanciare il lavoro solo assieme ad interventi economici (link)

24/04/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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4 Risposte

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