Immigrazione sul Mediterraneo, nuovo disastro, ma ben poco è cambiato

Di fronte all’ennesimo disastro umano nel Mar Mediterraneo dove su un barcone proveniente dalla Libia hanno perso la vita numerosi immigrati, dall’Europa, ed in particolare da  Cecilia Malmstrom, commissario  agli Affari interni, viene un monito, rivolto agli stati membri, esortati a cercare di risolvere il problema in maniera autonoma, per la verità contraddicendo lo spirito europeo, ma anche alla Libia.

In un contesto comunitario, tanto più per un problema globale e che sarà sempre più importante, come sono l’immigrazione e la gestione dei flussi umani, ai singoli stati europei non si può chiedere uno sforzo autonomo, è altresì necessario un coordinamento ed una sinergia ben più ampia. Allo stato invece libico, che per l’instabilità politica difficilmente si può considerare un interlocutore diplomaticamente credibile, non si può chiedere, come invece è stato fatto, di controllare lui stesso le partenze: primo perché aveva in precedenza utilizzato le partenze come ricatto nei confronti dell’Europa (è già si  comprende il calibro morale ed etico dell’interlocutore); secondo perché anche qualora la Libia volesse agire per ridurre le partenze ed i flussi migratori bisogna chiederci che mezzi potrebbe arrivare ad utilizzare. Di certo non ci sarebbe la certezza dell’impiego di modalità pacifiche ed ortodosse. Da ricordare inoltre che per la Libia i flussi migratori sono in uscita verso il Mediterraneo ma anche in entrata da sud, dove altre catastrofi umanitarie si stanno consumando.

Dallo scorso ottobre, quando si consumò un’altra strage non molto è cambiato, le parole sono sempre più o meno le stesse e l’Africa continua a chiedere più Europa, ma quell’Europa unita, flessibile e connessa alla realtà che ormai in tutti i settori economico, politico e sociali è evidentemente necessaria.

Link: Anche l’Africa chiede più Europa 06/10/2013

12/05/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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Una Risposta

  1. […] opportuno scriverne ancora, mi taccio, ascolto e tristemente constato: Disastro 06/10/2013 – Disastro 13/05/2014); e mentre a livello economico è ancora la vicenda di Atene, sempre più vicina anche secondo la […]

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