Mercati furbescamente toro dopo l’esito delle elezioni…. ma non c’è da fidarsi

All’indomani della tornata elettorale europea e dell’inaspettato, per dimensione, successo del PD, ma leggasi Matto Renzi, i mercati hanno reagito con un energico Toro. Milano ha fatto segnare +3.61% ed anche lo spread dei BTP è sceso a 158 pti base (pur rimanendo superiore a quello dei Bonos spagnoli).

Si legge che le motivazioni di questo sprint finanziario che ha abbracciato in modo più o meno palese tutta l’Europa, siano la ritrovata stabilità del nostro paese, il ridimensionamento del M5S che comunque rimane la seconda forza incontrastata ed alcuni scrivono addirittura  la stabilità politica europea.

Attenzione però, come già scrissi (Link: L’influenza ininfluente della stabilità politica sulla finanza 14/02/2014) i mercati si muovono seguendo dinamiche ben più ampie tipiche di un mondo interconnesso e complesso in cui si stanno verificando importanti cambiamenti geo-politici (accordo su Gas Russia-Cina ne è l’ultimo esempio) ed in cui le economie emergenti, con le loro dinamiche politiche e monetarie, indirizzano ancora il flusso di capitali; la stabilità di un singolo paese può essere condizione necessaria ma non sufficiente per impostare un trend rialzista potente oppure rappresentare, come sembra essere in questo caso, una scusa per ricoprire vendite precedenti.

Il risultato del PD e di un leader, Renzi, che per ora gode della stima della finanza (anch’essa molto labile ed effimera) per i cambiamenti e le riforme che vorrebbe apportare, ha ben giustificato l’impulsiva euforia dei mercati.

Ad approfondire il conteso dell’EU, considerando qualche grado in più rispetto ai 360/28 (quanti erano i paesi europei in cui si è votato), si nota però che la situazione è meno chiara.

Nel nostro paese l’affermazione del PD è enorme, ed è confermata anche alle regionali di Abruzzo e Piemonte ed alle amministrative per le elezioni dei sindaci, ma il Governo centrale italiano nei suoi rapporti di forza non cambia e le parti che si contrapponevano prima è possibile che, smaltito questo risultato, continuino a scontrarsi rallentando i processo riformatore che indubbiamente ora Renzi può e deve cercare di incalzare con più veemenza; oppure, ma la previsione non è facile, potrebbe essere che il M5S faccia un esame di coscienza e si dimostri più collaborativo.

In Europa poi la situazione è più complessa, tutt’altro che chiara e stabile. Sarà necessaria una grande coalizione tra PPE e PSE con il supporto dei liberali e forse anche di altri partiti filo europei. Addirittura, pare dietro pressioni tedesche, che il candidato del PPE, partito vincitore con 213 parlamentari, Juncker, possa essere estromesso da un altro nome meno forte (contrariamente alla logica che vorrebbe una Europa autorevole anche nei nomi; evidentemente se confermato, si tratterebbe dell’ennesimo tentativo tedesco di mantenere più alta possibile la propria influenza).

In Francia ed in UK i primi partiti sono quelli dichiaratamente anti europei: FN ed UKIP; in Germania la CDU perde voti, avanza un poco la SPD, ma avanzano anche gli euri scettici ed un parlamentare europeo tedesco sarà neo-nazista. In molti altri stati avanzano gli anti europeismi con pericolose derive naziste e xenofobe come in Austria, Danimarca, Ungheria, Grecia (Alba Dorata al 9%); in Spagna si rafforza il movimento degli “indignados” ed altri esempi minori potrebbero essere elencati. Fortunatamente queste forze non sembrano portate ad aggregarsi, confermando la loro chiusura ed il loro stampo esclusivamente nazionalista.

Il calo di approvazione nei confronti dei partiti dei governi in carica in gran parte dei paesi membri indica chiaramente una volontà del popolo europeo di essere parte di una Unione differente che per come è configurata non risponde alle esigenze dei cittadini. Di certo per il nostro paese la vittoria schiacciante di un partito europeista  come il PD è un ottimo viatico ed un ottima opportunità per avere più forza in Europa, magari anche nella nomina di qualche importante posizione istituzionale ora vacante (le principali sono il presidente della commissione, dell’eurogruppo, del consiglio e delle politiche estere; già si fanno i nomi di Letta e Monti) e dei membri delle varie commissioni tra cui agricoltura, energia ed ambiente (dove è indispensabile che Matteo Renzi scelga persone valide e competenti a prescindere dai legami politici, dal ceto sociale, dal genere e dall’età).

A ben vedere quindi la situazione europea nel suo insieme è tutt’altro che stabile, anzi, oltre all’avanzata dei movimenti euro scettici, si è perso il bipolarismo tra popolari e socialisti ed il Parlamento Europeo risulta frammentato.

Evidentemente quindi i mercati hanno interpretato il dato che più in questo frangente gli ha fatto comodo, ma avrebbero potuto facilmente leggere i risultati in modo diverso. Adesso l’attesa è per le dichiarazioni dei banchieri centrali, riuniti in Portogallo, sulle politiche monetarie europee e le misure non convenzionali contro la bassa inflazione (anche se con ritardo essendo l’inflazione da tempo sotto il target Eu del 2%) e soprattutto per la riunione del board ECB del 5 giugno dove possono essere avviate le misure non convenzionali, tanto parlate ma ancora non applicate, che dovrebbero contribuire ad agevolare il credito alle persone ed alle imprese iniettando liquidità direttamente nel sistema economico bypassando o dando meno potere all’intermediario bancario che nei mesi scorsi ha in gran parte neutralizzato l’incisività delle misure applicate dalla ECB.

Link:

Link (con collegamenti a fondo pagina ad articoli su inflazione-deflazione): Due interpretazioni delle elezioni europee 26/05/2014 

Verso le europee, che poco dovrebbero incidere sul Governo nazionale, ma molto sulla governance dell’Unione 24/005/2014

Draghi, unione bancaria ed un sistema finanziario troppo shadow 19/03/2013
“Stress Test”: nessun complotto, ma normale ‘amministrazione’ 14/05/2014
Eurogruppo sul lavoro, Ecofin sulle banche e campanelli di allarme sull’Italia 28/06/2013
Nessuna novità dalle stime di Bruxelles e la necessità di concretizzare la volontà comune di Europa 05/05/2014
La deflazione diventa un rischio sicuramente non casuale o imprevedibile…01/04/2014

 

26/05/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: