Bonus Irpef strutturale, ma in uno scenario plumbeo

Durante un’informativa alla Camera il Ministro Padoan ha rassicurato nuovamente che non vi saranno manovre aggiuntive, confermando quanto ribadito da Renzi, e che il bonus Irpef da 80 € sarà confermato anche per il 2015 (tra i 7 ed i 10 miliardi di costo) nonostante gli scenari si mantengano fragili, incerti e non consentano aspettative particolarmente confortanti.

Del resto il bonus ha rappresentato un cavallo di battaglia del Premier che non può permettersi di disattendere nonostante i dati economici sia a livello europeo che, e soprattutto, italiano non consentano margini, anzi quelli previsti si stringano sempre di più.

Le rassicurazioni del Ministro dell’Economia si rivolgono anche all’Europa alla quale ha rammentato che le previsioni di crescita attuali, ben più basse della stima MEF di 0.8% (in ogni caso poco rispetto ad almeno il 2% che sarebbe realmente funzionale), non tengono conto delle azioni programmate da questo esecutivo a cominciare da spending review e piano di privatizzazioni. A Bruxelles, come qui ricordato più volte, non si fidano dei piani e dei programmi, vogliono invece numeri concreti, possibilmente già consolidati e certificati. Purtroppo non è il caso né della spending review che sta procedendo a rilento e che, nonostante l’impegno profuso da Cottarelli, trova enormi difficoltà, per fare un esempio, nel reperire dati per quantificare possibili tagli a livello regionale (20 interlocutori differenti) e comunale (oltre 8000 interlocutori, primato europeo), né tanto meno delle privatizzazioni, anch’esse in ritardo rispetto al crono-programma e che sono state riprogettate inserendo la possibilità di cessione di ulteriori quote di Enel ed Eni alla luce dei risultati non ottimali di Fincantieri e del ritardo di Poste, le quali in un momento delicato di apertura agli investitori forse non dovrebbe neppure considerare l’ingresso nel deal Alitalia.

Il JOBS-Act è stato rinviato a settembre ed i dati, non tanto economici (anche la Banca D’Italia ha rivisto le stime del PIL 2014 al ribasso, collocandolo a 0.2% in linea con Confindustria e REF, mantenendo un più che ottimistico 1.3% per il 2015), quanto reali, sono in continuo peggioramento; si parla di consumi ridotti ai minimi termini, produzione industriale di conseguenza bassa così come la propensione delle aziende ad assumere contribuendo così al calo dell’occupazione. Le persone tendono a non consumare o a rimandare i consumi, nella più classica miccia deflattiva, rinunciando persino a beni di prima necessità, cibo di qualità, visite mediche, e via discorrendo. Il numero dei poveri “nostrani” è aumentato di svariate decine di migliaia nell’ultimo anno (Poveri – Disuguaglianza) riempiendo centri Caritas, stazioni ferroviarie e prendendo la desolante consuetudine di rovistare tra i cassonetti, attività che un tempo coinvolgeva solo i poveri immigrati.

Chiaramente il contributo di 80 euro, pur valendo secondo Bankitalia 0.1 pti di PIL 2014 (il 50% della crescita se così si può chiamare)  non è in grado da solo, quand’anche riversato (o che sarà riversato) in consumi da coloro che lo hanno percepito, di bilanciare un drastico peggioramento sociale che viaggia a tassi decisamente più rapidi.

Come si disse immediatamente (LINK1 – LINK2) la misura di equità degli 80 euro dovrebbe essere, oltre che strutturale, estesa ad incapienti, pensionati, partite iva e soprattutto far parte di un processo che mira alla riduzione della spesa pubblica, alla maggior apertura del mercato, alle privatizzazioni non tanto per far cassa nel breve periodo, ma per offrirà la possibilità ai campioni nazionali di raggiungere superiori livelli di competitività; al taglio delle tasse su persone, imprese e lavoro, eventualmente reperendo risorse da una nuovo meccanismo di prelievo più progressivo e mirato ad un certo tipo di consumi (non di prima necessità) e ad un certo tipo di rendite finanziarie. La competitività va rilanciata per tutte le aziende italiane supportandole nell’accesso al credito e consentendo investimenti in innovazione cosicché il valore aggiunto delle produzioni nostrane possa essere paragonabile ai livelli più alti europei, cosa che se per certi settori di nicchia e specifici già sussiste e ne sono testimoni gli eccellenti risultati dell’export, non è vero per molti altri settori (Romania spesso raggiunge valori aggiunti maggiori: Link). A ciò si devono aggiungere le ovvie lotte all’evasione, elusione fiscale, corruzione e burocrazia che necessitano di collaborazione ed allineamento anche in sede europea.

Inoltre non da sottovalutare è la partita da giocarsi in UE  (ma anche a livello di banche centrali) per una Unione più aperta alla possibilità di modificare o reinterpretare le regole assecondando scenari economico-sociali in rapida evoluzione.

Senza una decisa accelerazione nelle direzioni proposte ed individuate inizialmente non si presenteranno soluzioni automatiche, né esse pioveranno dal cielo; gli scenari di contro si manterranno poco confortanti. La questione delle nomine europee e l’aggravarsi delle crisi internazionali potrebbero poi contribuire a rallentare da un lato il processo di riforma della govenrance europea e dall’altro a distogliere, giustamente, energie per giungere ad una risoluzione dei sanguinosi conflitti internazionali, con il risultato che, complice anche l’agostana pausa estiva, il semestre europeo dell’Italia venga lasciato alle spalle senza che possano essere affrontati i temi ai quali in nostro paese vorrebbe dare priorità.

18/07/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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4 Risposte

  1. […] ne sono molti altri…): Invettiva verso un atteggiamento che in Italia tutto ostacola 30/07/14 Bonus Irpef strutturale, ma in uno scenario plumbeo 18/07/14 Fiducia dei consumatori: “sentiment” che attende di essere confermato 29/04/14 Volontà di […]

  2. […] atteggiamento che in Italia tutto ostacola Tagliola fu, ma in nella cronica lentezza del dissenso Bonus Irpef strutturale, ma in uno scenario plumbeo Europa mai così divisa nel momento in cui serve la massima comunione di intenti Dati economici che […]

  3. […] dell’estensione del bonus (benché sia divenuto strutturale in uno scenario plumbeo: Bonus Irpef strutturale, ma in uno scenario plumbeo 18/07/14) ed a causa delle continue rettifiche al ribasso sulle stime di crescita del PIL, stime che fanno […]

  4. […] 80€ del bonus Irpef che per varie ragioni (discusse ampiamente: Link1 – Link2 – Link3 – Link4) non ha portato i benefici attesi, e come la sua progenitrice presenta squilibri […]

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