OCSE taglia stime di crescita, scenario fragile. Serve più flessibilità parallelamente al processo di riforme.

oecdLe ultime, in ordine di tempo, organizzazioni o istituti ad aver praticato lo sport di abbassare le previsioni di crescita sono state nelle ore scorse la OECD (OCSE) e l’agenzia S&P.
Pur riscontrando una riduzione del PIL generalizzato in tutto il mondo occidentale, come al solito ad indossare la maglia nera tocca la nostro paese (per approfondimenti link a La Stampa).

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa l’Italia chiuderà il 2014 a -0.4% rispetto ad una previsione di maggio che si attestava allo 0.5%, un calo importante di 0.9 pti percentuali che lascia aperto il solito quesito di quanto siano attendibili certe stime. Per il 2015 la previsione dell’OCSE scende a 0.1% dall’ 1.1% confermando una persistente stagnazione che per quest’anno è recessione tecnica.

A livello di Eurozona l’istituto Francese aggiorna la stima di crescita 2014 a 0.8% dal precedente 1.2% e per il 2015 a 1.1% dall’ 1.7% di maggio.

“Molto più ottimistica” la previsione di S&P che prevede il PIL italiano a crescita 0 per il 2014 rispetto al +0.5% di giugno .

Da sottolineare come le performance dell’ UK, tra le più positive nei paesi esaminati, possano pesantemente risentire dell’esito del referendum sulla separazione scozzese, decisamente in bilico, contro la quale si stanno impegnano numerosi importanti nomi e paesi a cominciare dalla Regina Madre e dagli USA. La Scozia vale circa il 10% del PIL Britannico, l’8% delle entrate fiscali, tutto il settore estrattivo del gas e del petrolio, l’industria pesante e la cantieristica navale. Rappresenta inoltre una base militare strategica in particolare per i sommergibili di Londra. Problematiche economiche potrebbero venire da eventuali ripercussioni sull’adozione di una differente moneta, visto che Londra non avrebbe intenzione di consentire il mantenimento della Sterlina, nonché dal trasferimento di importanti realtà industriali e soprattutto finanziarie da Edimburgo a Londra (RBS e Lloyd’s hanno già avanzato ipotesi di trasferimento nella City).

Sia l’OCSE che S&P, come del resto qualche giorno fa Morgan Stanley denunciano una condizione di fragilità e debolezza dell’Eurozona.

Lo stato incerto era ben noto già da tempo, e si è acuito ulteriormente a causa delle tensioni internazionali in Medio Oriente ed in Russia ove le sanzioni imposte non hanno giovano di certo all’economia del vecchio continente gettando ulteriore incertezze a causa della forte dipendenza di energia primaria da terre instabili e teatro di conflitti come appunto Russia, Libia, Medio Oriente, ma anche alcune zone dell’Africa.

L’OCSE afferma chiaramente che in uno scenario simile a livello europeo occorre utilizzare tutta la flessibilità possibile indirizzandola verso la crescita ed al contempo è necessario uno sforzo per portare avanti un ambizioso processo di riforme.

Inutile stare a ripetere quanto già detto in questa sede migliaia di volte, chi ha avuto costanza ed interesse a seguire lo avrà sicuramente letto.

Se ad inizio crisi, quindi ormai 3 anni fa (anche se si potrebbero includere pure gli anni dal 2007 dopo la crisi dei mutui subprime), era possibile sostenere la tesi secondo cui, almeno in Italia, si sarebbero dovute fare le riforme e con i risultati tangibili di queste andare in Europa ed avanzare richieste di allentamento dei vincoli mostrando l’impegno, la determinazione e soprattutto i risultati ottenuti, a questo stadio avanzato e con un ritardo di risposta agli eventi cronico e quasi incomprensibile, ciò non è più possibile.
Le riforme necessitano tempo per entrare a regime in particolare quando si agisce su lavoro e burocrazia, ed ora questo tempo non c’è, non è concesso.
L’Europa dunque se deve dar credito all’Italia o a chicchessia, lo deve fare subito altrimenti quel credito è destinato ad essere inefficace, come, a causa delle lentezze e del perseverare in vecchi schemi di totale austerità, lo è stato l’approccio fino ad ora utilizzato per gestire la crisi a cominciare da Grecia, Cirpo e gli altri a seguire.

I dati OCSE possono essere interpretati contro l’operato degli esecutivi italiani come fanno i detrattori di Renzi, oppure a sostegno del concetto secondo cui parallelamente al processo di riforme serve un supporto esterno di UE e BCE che abbandoni, almeno in recessione il principio di austerità ed applichi un nuovo approccio economico.
L’Italia dal canto suo per mostrare le miglior intenzioni potrebbe proporre un controllo più stringente proprio da parte della Commissione UE sul processo riformatore.

15/09/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

Annunci

5 Risposte

  1. […] ha attribuito all’Italia crescita nulla, l’OCSE l’ha ribassato a -0.4% (approfondimento: OCSE taglia stime di crescita, scenario fragile. Serve più flessibilità parallelamente al processo… ) seguita a ruota dal Centro Studi Confindustria (sempre -0.4%, precedentemente anche Bankitalia […]

  2. […] nel World Economic Outlook e segue i ribassi di OCSE e S&P di cui abbiamo già parlato (Link). L’FMI mantiene le stime 2015 e 2016 rispettivamente a 1.1% ed 1.3% con la postilla di […]

  3. […] stime PIL; riforme nella giusta direzione ma da applicare in un Governo che non sembra così coeso OCSE taglia stime di crescita, scenario fragile. Serve più flessibilità parallelamente al processo… Spending Review appesa ad una volontà politica latitante in Italia ed UE Renzi, lontano dai […]

  4. […] Link2). Quando poi sono stati ipotizzati tagli alla sanità, revisione delle pensioni (che la stessa OCSE ha identificato come enormi centri di spesa e sprechi), decurtazioni al settore difesa oppure alle regioni, le proteste e le dichiarazioni belligeranti […]

  5. […] OCSE taglia stime di crescita, scenario fragile. Serve più flessibilità parallelamente al processo… […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: