Ma quale LuxLeaks per piacere!

Alla faccia dell’ingenuità a cui non credo.
Vorrebbero farci pensare che solo ora si scopre che il Lussemburgo ha un regime fiscale irrisorio sfruttato legalmente da molte aziende multinazionali e società di revisione contabile anche sotto il mandato di Juncker che per svariati anni è stato il “Gran Duca” del Granducato?
Quello del Lussemburgo è un esempio che da anni viene portato come esempio di competizione fiscale in UE che crea squilibri e concorrenza insana fomentando l’elusione.
Mi verrebbe da dire: “Ma va?”.
Poi se qualche sospetto nasce sulle tempistiche del presunto scandalo, esattamente coincidenti con l’insediamento di Juncker a Bruxelles, si potrebbe anche non parlare a sproposito di malizia…

Sia chiaro che i patti a due come pare sia avvenuto tra Lussemburgo, che peraltro si vanta del trattamento fiscale riservato alle aziende ed alle persone fisiche, non sarebbero mai da prendere come esempio prediligendo la trasparenza, ma non è, a grandi linee, lo stesso concetto, ampiamente adottato anche in Italia, secondo il quale un evasore si può regolarizzare patteggiando con lo stato una somma in genere ben inferiore al dovuto e quindi sottraendo denaro alla collettività? Oppure, i casi di condono fiscale con percentuali minimali non sono un patto “scellerato” a scapito degli onesti? In aggiunta in questi due esempi siamo di fronte ad un reato, in Lussemburgo invece no.

Voglio confidare alcuni segreti, ma mi raccomando, zitti, non lo sa nessuno e non vorrei sollevare uno scandalo o un leaks!! Oltre a Lussemburgo anche in Olanda, UK, Irlanda e Canarie il fisco per le aziende è super agevolato, ad esempio l’Irlanda che sta risalendo la china dopo il commissariamento ha basato la sua ripresa, confermata da buoni dati, sul regime di tassazione esiguo rispetto ad altri stati membri e che, attenzione, si riversa solo parzialmente sull’economia reale; il differente costo del lavoro ed il differente livello di salario per i lavoratori applicati nei vari paesi membri è una delle principali cause di delocalizzazione delle aziende verso stati più convenienti e ciò rappresenta senza dubbio concorrenza distorcente entro l’UE; se vogliamo anche i differenti vincoli ambientali o sull’inquinamento (alcuni sono europei, altri no) applicati dalle legislazioni locali favoriscono le aziende di taluni paesi rispetto ad altri, ad esempio nell’Adriatico la Croazia consente trivellazioni in mare, l’Italia (fino allo Sbloccaitalia) no pur essendo il mare lo stesso e gli eventuali danni derivanti da un disastro, identici per ambedue i paesi; analogo concetto vale per le regolamentazioni bancarie.

Insomma, come già detto più volte in questa sede il cambiamento di governance europea dovrà modificare queste distorsioni puntando all’uniformazione ed integrazione normativa così da diminuire la concorrenza, perfettamente legale, sul regolatorio che in una vera Unione dovrebbe essere molto più uniforme di come è adesso. Anche più attenzione alla morale ed all’etica in contesti fiscali (anche se ai giorni nostri di rado etica e denaro vanno a braccetto) ed in generale normativi sarebbero auspicabili, ma su ciò proprio Juncker ha assicurato il suo impegno.
Prendendo da emblema l’ultimo caso lussemburghese si è portati ad asserire e denunciare che il meccanismo di elusione fiscale ha sottratto denaro ad altri Stati europei in favore del Gran Ducato, evidenziando così la divisione esistente; si dovrà invece arrivare (ma è un obiettivo ambizioso e di lungo periodo) quasi a non curarsi di simili spostamenti di denaro perché sempre interni ed a disposizione di una sole entità senza confini, l’Europa.
Forse un’Utopia ma diversamente credo difficile che tutti gli stati del vecchio continente possano continuare ad vivere in relativa prosperità inseriti nell’attuale dinamica evolutiva globale.

Link:
Unione bancaria, riforme, trattati ciò che serve all’Europa per dialogare alla pari con i grandi e dinamici interlocutori 19/12/13
Scenari Italo-Europei: riformare e cooperare per sopravvivere 04/05/13
Nessuna novità dalle stime di Bruxelles e la necessità di concretizzare la volontà comune di Europa 05/05/14

06/11/2014
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

 

 

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2 Risposte

  1. .. Qui si parla di strutture di un paese che rilasciavano segretamente contratti che assicuravano alle aziende (che contattavano con una specie di marketing ombra: venite da noi che poi ci accordiamo) trattamenti di favore al limite della legalità. Trattamenti che solo successivamente alla realizzazione di una serie di adempimenti da parte delle società, potevano venir ufficialmente (ma non automaticamente, teoricamente potevano essere respinti), approvati dalle autorità Lussemburghesi. Approvazioni avvenute con matematica puntualità.

  2. […] Bruxelles l’aria che tira non è delle più piacevole con l’esplosione del caso Lux Leaks ed il tema dell’elusione fiscale e del tax ruling a coinvolgere Juncker, il quale sottolinea […]

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