Merkel: Grecia fuori dall’Euro è un’opzione. Pronta smentita del Governo tedesco

Una sorta di smentita ufficiale è arrivata, forse perché siamo prossimi alla riapertura delle piazze finanziarie in attesa per le elezioni in Grecia e prima ancora per il direttivo BCE con l’auspicato annuncio di Draghi di proseguire sulla strada dei QE, direttamente dal Governo tedesco, come se la Merkel ne fosse distante, attraverso il portavoce Georg Streiter che ha confermato la linea precedente all’intervista del Cancelliere al settimanale Der Spiegel. Quella di Frau Merkel era parsa davvero una saetta a ciel sereno cozzando palesemente con quanto asserito poche ore prima dal Governatore Draghi intervistato dalla testata finanziaria tedesca Handelsblatt. Che tra i due non scorresse buon sangue è sempre stato evidente, ma stiamo arrivando quasi alla contraddizione preconcetta.

Il Governatore, mantenendo la propria linea, ha convintamente ribadito la necessità di riformare in molti aspetti gran parte dei Paesi Membri della UE così come, a livello dell’intera Unione, la governance e le norme che regolano fiscalità, mercato del lavoro, burocrazia, ma ha anche aggiunto che essendo oggi il pericolo “deflazione” superiore rispetto a sei mesi fa e che il mandato BCE di proteggere prezzi e riportare l’inflazione lievemente sotto il 2% risulta più complesso, il suo istituto è convinto di utilizzare ogni mezzo disponibile, facendo così esplicito riferimento al Quantitative Easing che probabilmente vorrebbe già annunciare (con ritardo aggiungiamo noi) il 22 gennaio o al più, attendendo l’esito delle elezioni greche del 25 gennaio, il 5 marzo. Evidentemente, e da tempo lo sosteniamo, la politica monetaria può solo far da spalla all’impegno riformatore e di controllo sui costi e gli sprechi che dovranno mantenere, con differente priorità, i singoli governi nazionali, ma vista la spirale di crisi, le prospettive, la difficoltà nel riattivare le dinamiche investitorie pubbliche e private, pare un passo obbligato che, come la condivisione del rischio e la cessione di sovranità a Bruxelles su tematiche di interesse comune e da sincronizzarsi per non creare squilibri competitivi, si ritiene già troppo a lungo rimandato, probabilmente non per volere dello stesso Governatore, ma per diktat interni al board BCE. Sull’uso dei QE, alla stregua delle misure espansive già attuate come TLTRO ed ABS i cui risultati al momento sono stati più freddi del previsto, si sono scagliati i falchi nordici capeggiati dalla Germania economico-finanziaria di Schauble-Weidmann, dando nutrimento alla loro propensione al particolarismo più che alla condivisione e cooperazione per la crescita. Secondo Schauble e Weidmann infatti, la necessità di QE non esiste e l’inflazione è sostanzialmente causata dai beni energetici, inoltre il deprezzamento del petrolio non favorirebbe, com’è in realtà possibile, un ulteriore abbassamento dell’inflazione, ma potrebbe essere addirittura una spinta alla crescita; la loro strategia sarebbe quella di attendere (come se non si fosse già atteso troppo) il normale riassetto delle dinamiche economiche ritenute non eccessivamente preoccupanti. Lo scontro sull’acquisto di titoli di stato da parte di Francoforte rimane quindi aspro, ma arrivare ad ipotizzare la possibile uscita di qualche membro dall’area Euro non era mai stata avanzata, anzi la Merkel aveva sempre bocciato questa opzione proprio come il Governatore Draghi secondo il quale il contesto dell’Euro è “irreversibile” (evidentemente anche a livello tecnico il processo non sembra essere così banale e le regole non lo prevedono).

A poche ore dall’intervista di Draghi, la Merkel ha dichiarato al Der Spiegel che esiste concretamente la possibilità di uscita della Grecia dall’Euro; l’opzione diverrebbe inevitabile qualora dopo la probabile vittoria di Syriza il Governo decidesse di venire meno ai trattati europei e di non saldare il proprio debito. Secondo il Cancelliere gli attuali meccanismi di protezione e di salvataggio implementati dall’Unione garantirebbero l’assenza di rischio per una “GrExit”.

Dichiarazione spiazzante, sicuramente per la Commissione UE che si è trincerata dietro un no comment, per i mercati ancora chiusi per festività e che potrebbero reagire malissimo, ma anche per la stessa Grecia, per gli elettori messi di fronte ad un indiretto ultimatum, per Tsipras e Syriza che rimane un partito il quale non professa l’uscita della Grecia dall’Euro, ma solo una revisione dei trattati e dei patti come peraltro molti altri in Europa. Il messaggio potrebbe anche essere diretto a Draghi in modo da incrementare i dubbi sull’attuazione dei QE, quasi che, essendo possibile la cacciata degli stati non virtuosi, l’acquisto dei loro titoli fosse superfluo. Un bell’arrocco a protezione dello status quo tedesco di Frau Merkel che si scontra in modo quasi irrimediabile con il sentimento di unità continentale che si vorrebbe diffondere all’interno dell’Unione e ad oggi minato da pericolose tendenze nazionalistiche e xenofobe delle quale lo stesso Cancelliere ha preso atto nel suo discorso di fine anno.

A distanza di una notte, che usualmente porta consiglio, è arrivata la correzione del Governo tedesco, come detto per bocca del portavoce  Georg Streiter, che riconferma immutata la linea tedesca sul caso Grecia: lo stato ellenico, confermando quanto asserito da Schauble qualche giorno fa, si deve impegnare nelle riforme, deve proseguire quanto impostato dai piani della Troika ed il nuovo governo deve adempiere gli impegni presi dall’esecutivo precedente. In caso contrario le conseguenze potrebbero essere problematiche, ma mai era stata paventata l’ipotesi di una uscita che potrebbe rappresentare un pericolosissimo precedente mal digerito dalla finanza che gestisce gli andamenti degli spread in grado di coinvolgere pesantemente importanti istituti tedeschi a cominciare da Deutsche Bank, CommerzBank ed al seguito tutte le LandersBank territoriali.

Il susseguirsi serrato di dichiarazioni e smentite potrebbe essere il solito gioco di squadra tra Merkel, Schauble e Weidmann per lanciare segnali a coloro che li devono recepire, gioco che ha sempre avuto l’obiettivo, sovente raggiunto, di anteporre l’interesse tedesco di breve termine oppure potrebbe essere più semplicemente che il pensiero del Cancelliere sia davvero distante anni luce, nonostante le dichiarazioni di circostanza ai vari consessi internazionali, a quello che dovrebbe essere condiviso per un’Europa dei popoli che miri alla crescita sostenibile ed equilibrata tra vari membri livellando gli squilibri. Concetto che a partire dalla campagna elettorale di maggio tutti i partiti politici parevano condividere cercando di infonderlo ad ogni strato sociale anche per arginare le crescenti tendenze nazionalistiche e che verosimilmente rappresenta l’unica ancora di salvezza per avere qualche, seppur remota, possibilità di ritrovare la competitività dell’UE nel contesto mondiale e con lei quella di tutti gli stati membri, inclusa, in un ottica di leggermente più lungo termine, la stessa Germania.

04/01/2015
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

 

 

 

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5 Risposte

  1. […] Elezioni in Grecia in grado di destabilizzare l’assetto e la tenuta dell’UE. L’eventuale uscita dalla Grecia, anche se sopportabile come diretto impatto economico rappresenterebbe un precedente che mina la credibilità europea già bassa. Va sempre tenuto in mente che comunque l’Europa, se unita, rimane per ora il più grande mercato mondiale, benché al momento non sia terreno favorevole agli investimenti che prediligono zone decisamente meglio impostate a cominciare dai rinascenti USA (LINK). […]

  2. […] giocando anche con una elevatissima perspicacia e strategia dialettica che si manifesta in “diabolici” quanto efficaci palleggi verbali tra Merkel, Schaeuble, Weidmann, i propri interessi mantenendo uno status quo che piano piano ed in ritardo rispetto ad altre […]

  3. […] • Merkel: Grecia fuori dall’Euro è un’opzione. Pronta smentita del Governo tedesco 04/01/2015; […]

  4. […] hanno mancato l’obiettivo, ora la scintilla del cambiamento può arrivare dalla Grecia – Merkel: Grecia fuori dall’Euro è un’opzione. Pronta smentita del Governo tedesco – Il Quirinale, i Vigili di Roma e la Lituania in UE – Napolitano fino all’ultimo prova […]

  5. […] si tratta del solito gioco di squadra sapientemente architettato da un tridente che fino ad ora ha avuto la meglio in quasi tutte le partite, incluso il […]

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