Mattarella presidente: il capolavoro di Renzi

Mattarella-RenziHabemus, lo abbiamo, il nuovo presidente della Repubblica italiana è Sergio Mattarella. Un giudice, un uomo di legge e di Costituzione, esperto conoscitore del diritto, preciso e sicuramente non sorvolerà sopra le riforme costituzionali senza entrarvi nel dettaglio. Di famiglia e di trascorsi legati alla lotta anti mafia. Una persona più che stimabile, rispettabile, all’altezza, con la sola unica lacuna di non avere quello spessore internazionale e quella notorietà in europa e nel mondo di altri candidati, ma del resto è vero che dove le istituzioni politiche fossero tutte all’altezza dei loro compiti e mandati, neanche spetterebbe al Presidente della Repubblica, bensì a quello del Consiglio o tuttalpiù degli esteri o della difesa, rapportarsi con altri attori globali. Sicuramente svolgerà in modo egregio il proprio lavoro, meticolosamente e diligentemente e sarà in grado di rappresentare tutti gli italiani e tutte le parti politiche, anche quelle che non lo hanno sostenuto.

La mossa Mattarella però è indiscutibilmente il capolavoro di Renzi (vedi link a fondo pagina), il masterpiece della sua lunga carriera politica. Il Premier è stato in grado di sfruttare ed insinuarsi nelle debolezze di ogni suo oppositore senza proporre, e questo è stato il primo elemento del suo successo, un candidato di rottura. Mattarella è un candidato trasversale, più che accettabile e gradito a tutti, in teoria tale da riscuotere, visti i suoi trascorsi cattolici e democristiani, maggiori favori tra le file di NCD che di SEL. Nessuno infatti ha avuto motivo per sollevare obiezioni sulla persona, quello che è stato criticato a Renzi dal centro destra è stato semmai il merito, anche se si sospetta che a rendere indigesto quel nome a Silvio Berlusconi sia stato il precedente sulla legge Mammì che il Cavaliere evidentemente non ha dimenticato.

Partito Democratico
Il Premier è stato abilissimo e con una manovra perfettamente riuscita è stato in grado di riunificare il PD, andando addirittura a muovere a commozione la Bindi per l’anima democratica, cattolica e l’impegno nella lotta alla mafia del nuovo Presidente, e di riportare nell’orbita dei Democratici anche SEL di Vendola. La leva che ha consentito tutto ciò è il pallino della vecchia sinistra, mai superato e spesso controproducente. Un vecchio vizio che denota una limitata visione strategica di questa ala di sinistra, ossia l’antiberlusconismo, un dualismo portato agli eccessi che in certi casi, comportando una quasi totale attenzione sull’avversario e sulla sua critica rispetto al supporto dei propri elettori ed alla raccolta di consenso trasversale, ha portato direttamente alla sconfitta (se non va bene a Berlusconi va bene noi e viceversa, sembrava essere lo slogan). La vecchia sinistra c’è ricascata ed è bastato avanzare un nome che, forse esulando dal patto del patto Nazareno, non piacesse all’eterno rivale per far sciogliere in brodo di giuggiole SEL e minoranza democratica (entusiasta il siciliano Mineo come Nichi Vendola) tanto da estasiarli in tal modo che nel processo di riforme in atto potrebbero non aver difficoltà ad accettare decine di altre abolizioni dell’Articolo 18.

Forza Italia
FI è stata surclassata, utilizzata per supportare alcune riforme come l’Italicum in cui Berlusconi è stato effettivamente fondamentale. Sono state sfruttate le divisioni interne con l’ala di Fitto. E’ stata consultata, è stato proposto un candidato sul quale non potesse essere mossa alcuna obiezione cosa che di fatto non è avvenuta essendo stato criticato solo ed esclusivamente il metodo, ma nella decisione finale è stata scaricata. In tal modo Matteo Renzi ha potuto dare prova che il “sodalizio Nazareno” esulava dall’elezione Qurinalizia. Ora il processo riformatore potrebbe subire rallentamenti ed essere messo alla prova da una più dura opposizione di FI, ma sussistono ancora alcuni elementi che possono neutralizzare ed anestetizzare ogni sua velleità: si tratta del decreto legge delega fiscale che sarà in discussione il 20 febbraio, sospeso per la norma detta slavaberlusconi del 3% inserita sommessamente nelle notti pre natalizie e delle norme sulla depenalizzazione di alcuni reati e delle tempistiche per la prescrizione dei processi. Elementi che potrebbero toccare direttamente la sfera delle aziende di Berlusconi (non a caso anche Confalonieri, gran visir dell’impero aziendale del Cavaliere di Arcore, è stato interpellato per la partita sul Colle) e della sua agibilità politica.

Nuovo Centro Destra
NCD ha provato ad obiettare sulla scelta di Mattarella, sempre muovendo critiche al metodo e non alla persona. Probabilmente si è sentito gettato in disparte, nonostante sia alleato di Governo, ma del resto con le percentuali elettorali di cui gode non poteva attendersi altro trattamento. E’ parsa più una presa di posizione ed un tentativo di forzare la mano senza il realismo di chi dovrebbe sapere di non aver la minima possibilità di avanzare alcuna richiesta. Sergio Mattarella d’altronde è un candidato più vicino ad NCD ed Alfano che a Vendola e SEL ed in ultimo, un po’ per il richiamo all’ordine di Renzi e Napolitano al Ministro dell’Interno che storicamente ha sempre votato a favore del candidato alla presidenza della Repubblica in seguito eletto e poi dalla “sicilianità” di Alfano condivisa col Presidente Mattarella. L’aspetto geografico è molto importante per NCD che riscuote un buon seguito in Trinacria ed il non supportare il conterraneo Mattarella avrebbe causato un sicuro calo di consensi tra i siciliani, molto attenti a simili aspetti territoriali.

Movimento 5 Stelle e Lega
La Lega supportando un improbabile (per la Presidenza della Repubblica, perché nel suo ambito giornalistico è un Maestro) Vittorio Feltri ha deciso di neppur partecipare ai giochi ed ha conferito ai suoi grandi elettori un ruolo puramente secondario. Lo stesso si può dire del M5S, condannata dai suoi vertici e dai suoi meccanismi alla perenne irrilevanza ogni qual volta vi sia una partita politicamente importante nel quale avrebbero avuto modo di farsi valere ed avere voce in capitolo. Nella giostra del Colle avrebbero potuto sicuramente mettere in difficoltà il Governo lanciando fin da subito un nome scomodo come Prodi o Bersani e cercando di tentare l’ala più a sinistra del PD e SEL, invece la scelta che hanno fatto con le “quirinarie” li ha relegati, come spesso già accaduto ed in modo anche non troppo rispettoso del 19-22% di elettori, al ruolo men che marginale di oppositori e critici fini a se stessi. Il Movimento conferma che quando si deve sfoderare l’arte politica del dialogo, della trattativa e del compromesso tutte naturali appendici della democrazia, non sono in grado di tenere la partita.

I nuovi rapporti di forza nel panorama politico italiano potrebbero mettere a repentaglio o rallentare il processo riformatore necessario al paese. Sembra però che la minoranza PD e SEL, presi come sono dal turbinio dei sensi e dal godimento, siano stati domati ed addomesticati da un virile Alessandro Magno alle prese più che con uno scatenato Bucefalo con un mite agnellino appena appena irrequieto, e che il centro destra ne esca ulteriormente diviso, sfaldato e provato, con un Berlusconi oberato tra il tentativo di riunirne le fila per ricreare una coalizione da secondo piazzamento (con Fi come partito e lista principale), la norma fiscale e le altre riforme costituzionali che lo interessano direttamente (e che ora hanno anche il vaglio Sergio Mattarella da superare). Il Premier ne esce rafforzato, con ancor meno e più deboli avversari rispetto a prima (il che è tutto un dire) e se le riforme, per come le vuole lui, fossero davvero impedite da eventi terzi, le elezioni non spaventerebbero di certo, anzi rappresenterebbero l’opportunità di legittimarsi col voto popolare rafforzando e marchiando definitivamente un Esecutivo totalmente sotto la sua stella.

Proprio  ora che alcuni dati sono positivi, pur lontanissimo dall’avere un qualche carattere strutturale (i 100’000 posti di lavoro in più certificati in dicembre 2014 sono solo il rimbalzo del gatto morto dovuto alla stagionalità ed al mese in cui le richieste di manodopera stagionale a causa delle festività aumentano), si deve tentar di stabilizzarli.

Alcune condizioni al contorno sono fortuitamente positive con il petrolio ai minimi, l’Euro basso per l’operazione QE che, pur nonostante volta a ristabilire l’inflazione, dovrà essere utilizzata anche per sbloccare il credito e consentire investimenti, ma la la situazione rimane complessivamente fragile ed instabile a livello europeo. La Grecia sta vivendo un momento delicato in cui misconosce la Troika e tratta con l’UE sul proprio debito ed ove la Russia, alle strette dal declassamento a junk di S&P, dalle sanzioni inflitte e dalla lotta sul prezzo del greggio, sta cercando di raccogliere qualche partnership e lo sta facendo anche con la stessa Grecia da un lato per la posizione strategica militarmente e per alcune licenze petrolifere nell’Egeo e dall’altro per indebolire l’UE, offrendo ad Atene supporto economico. Le tensioni internazionali si acuiscono e per la sicurezza dell’Unione il 2014 è stato, secondo la NATO, l’annus horribilis.

In questo scenario il processo di riforme in Italia non si può rallentare o interrompere, deve proseguire e deve portare risultati concreti possibilmente nel breve-medio termine lavorando a sostegno di famiglie ed imprese, sulla riduzione delle spese, sul taglio delle tasse, ridistribuzione della ricchezza, sul sostegno al credito ed ai consumi interni oltre che all’export. Questi i temi, principalmente economi, in cui Renzi, vincitore indiscusso della elezione del presidente della Repubblica dal quale esce immensamente fortificato, dovrà impegnarsi, mettendo alle spalle pensieri precostituiti e prese di posizione ostinate e coinvolgendo ogni forza parlamentare fatto salvo che, qualora si ricadesse in una pastosità tutta italiana, le elezioni anticipate non sarebbero blasfemia.

Link: Mossa Mattarella. La partita sul Quirinale ha già un vincitore certo: Renzi

31/01/2015
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

 

 

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2 Risposte

  1. […] Quirinale: Encomi e plausi per Mattarella. Auguriamo a lui sinceramente una mole enorme di lavoro Mattarella presidente: il capolavoro di Renzi Mossa Mattarella. La partita sul Quirinale ha già un vincitore certo: Renzi Archiviata la Grecia […]

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