Encomi e plausi per Mattarella. Auguriamo a lui sinceramente una mole enorme di lavoro.

Non era difficile prevedere come a valle dell’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica vi sarebbe stata da parte dei media una sfrenata corsa alla descrizione più minuziosa di usi e costumi, tradizioni e consuetudini del nuovo inquilino del Colle, finanche ad andare ad indagare l’arredamento della casa palermitana definendo le tapparelle di una “estrema normalità” così come era altrettanto facile attendersi articoli, servizi, pagine e minuti televisivi di encomio, elogio e tributo alla persona del nuovo presidente. Ovviamente non che Sergio Mattarella non li meriti, ma sicuramente vista la sua indole li troverà di certo superflui, inutili e talvolta stucchevoli. Alcuni pezzi ed alcune ricostruzioni, in particolare riguardante la sua storia, i suoi trascorsi politici, l’appartenenza alla DC, lo spostamento verso un centro sinistra pur mantenendo convinti ideali cattolici, la vicepresidenza del consiglio sotto il Governo D’Alema, il Ministero dell’Istruzione e quello degli Esteri, le vicende di mafia ed i coinvolgimenti drammatici che hanno toccato la sua famiglia, sono doverose ed utili. Persone che come me, per via dell’età, non hanno vissuto quegli anni, ne dovrebbero far tesoro leggendoli ed assimilandoli come fossero testi di educazione civica e storia recente, spesso fin troppo recente perché venga inserita nei programmi delle scuole dell’obbligo (si segnala una bellissima ricostruzione di Marco Damilano su l’Espresso).

Questa quasi beatificazione di Mattarella proposta da sempre pronti e melliflui Dante e Cavalcanti d’oggi in un moderno stilnovismo con Mattarella ad incarnar ciò che rappresentava la donna nel movimento nato a Bologna nella seconda metà del 1200, non ha troppo motivo d’esser ora, ma ne avrà, o meglio, ci sono tutti i presupposti affinché lo abbia, in futuro.

Il Presidente della Repubblica è un Giudice della Consulta, professore di diritto parlamentare, esperto conoscitore della legge e delle norme che regolano una sana attività parlamentare della cui necessità è profondamente, come tutti del resto, convinto. Da lui deriva la legge elettorale “Mattarellum” e lui si è espresso, in ottemperanza al rispetto della normativa europea che di lì a poco sarebbe stata violata (più 25% delle emittenti non può essere detenuto da un singolo soggetto), anche su tematiche “digitali” e relative al pluralismo dell’informazione nel rispetto della concorrenza e dell’antitrust contro l’approvazione della legge “Mammì” sulla radio-televisione, tanto da spingerlo a dare le proprie dimissioni. Mattarella è indubbiamente una persona competente, con tanto sapere da poter mettere (ancora) al servizio della cosa pubblica, sicuramente non lesinerà nel farlo (come indubbiamente ha fatto Napolitano che non possiamo dimenticare da un giorno all’altro) e noi ci auguriamo che lo faccia con la sua puntualità, precisione, pacatezza, con le sue poche, ficcanti ed opportune parole che nel loro silenzio e nella loro assenza tanto rimbombano nel fragore mediatico portato all’estremo di questi ultimi periodi, in cui pere che si badi principalmente al dire, all’annunciare con incessante rapidità quasi si volesse che ogni messaggio fosse il più possibile transitorio senza alcun segno permanente nella mente del destinatario, quasi senza riflessione, in balia di una condizione in cui o si corre o si rischia di non riuscire più a ripartire chissà se per l’urgenza degli eventi o per l’esito di una analisi di dettaglio dei contenuti che solamente un attimo di pausa di riflessione può consentir di effettuare.

Mai come ora non c’è bisogno di un costoso notaio al Colle, ma di un bilanciato protagonista che entri nel merito di ciò che, nel perimetro dei poteri a lui assegnati dalla Costituzione (non molti a dire il vero), è tenuto a vagliare, controfirmare, approvare o respingere almeno una volta. Adesso le riforme economiche, istituzionali e costituzionali sono fondamentali e devono procedere sicuramente rapide, ma anche ben strutturate perché la condizione è tale che si debba fare presto e bene, cosa complessa se si è oltremodo frettolosi senza soffermarsi a ragionar su possibili e talvolta nascosti effetti collaterali di difficile risoluzione in seconda battuta. Mattarella in tal senso può dare il suo contributo, può farlo in tema di legge elettorale “Italicum” ove ci auguriamo che si esprima anche se non direttamente tenuto a farlo, in tema di diritti civili ed unioni senza timori o remore, in tema di legge fiscale e legalità, sui diritti del lavoro e sulle norme che supportino la flessibilità e facilitino la vita delle imprese senza però ledere diritti conquistati con aspre battaglie, sull’evasione, corruzione e sulla riduzione della burocrazia. Tutti argomenti che può sicuramente dominare con maestria.

Un duro lavoro ci si deve augurate che attenda Mattarella e certi che Egli non si tirerà indietro in questo oneroso compito. Tempi altrettanto duri vanno sinceramente augurati anche a coloro, senza sconti per nessuno, che speravano o avrebbero preferito al Quirinale un “appositore di firme”ad un “pignolo e minuzioso revisore”, ma questo è il tempo della pignoleria e della minuzia perché di e tolleranza e lascivia ne abbiamo avuta fin troppa in passato.

Questo è il momento di pedalare e di sfruttare i flebili segnali e le flebili congiunture che dopo tanto si stanno mostrando positive. L’Euro è basso e beneficerà ancora un po’ dei QE della BCE, il petrolio in preda alla guerra sui prezzi che ne hanno decimato il prezzo drogandolo ad un livello che non potrà essere mantenuto a lungo (18-24 mesi) pena il fallimento di numerose ed importanti aziende, l’interruzione degli investimenti ed un potenziale pericolo per gli approvvigionamenti futuri, una Grecia di Tsipras che sembra pian piano trovare accordo con Commissione Europea ed anche Troika, già misconosciuta nel suo ruolo, virando da una ferrea posizione di rinegoziazione del debito ad una più canonica dilazione temporale per consentire l’uscita dalla crisi e che quindi destabilizza in modo meno marcato lo scenario europeo (anche se, come ricordato da Obama l’Europa deve cambiare approccio e non può concentrarsi sul’austerità quando la crescita economica è da anni assente ed ancora fragile e precaria).

Ora è tempo di sfruttare gli elementi, alcuni tardivamente implementati altri frutto di circostanze terze, messi a disposizione dall’evolversi delle cose e va fatto con riforme tempestive e soprattutto ben strutturate; non le accozzaglie di righe che spesso comportano più danni ed effetti collaterali non considerati che non reali benefici i quali sono assai rari e riservati spesso e volentieri guarda caso ai soliti noti, mentre gli altrettanto soliti noti continuano a disperarsi nella loro perenne impotenza. Probabilmente alla difficoltà di questi perenni impotenti sono volevano essere rivolte le prime parole del nuovo Presidente.

Nella pochezza ed insignificanza di questo pensiero mi auguro che Voi, carissimo e benvenutissimo Presidente Mattarella, abbiate una mole di lavoro enorme da sbrigare, sono certo che è quello che volete e sono certo che non Vi tirerete indietro dal farlo col massimo impegno e con la caratterizzante pignoleria.

Link:

  1. Mossa Mattarella. La partita sul Quirinale ha già un vincitore certo: Renzi
  2. Mattarella presidente: il capolavoro di Renzi

Valentino Angeletti
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Twitter: @Angeletti_Vale

 

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Una Risposta

  1. […] La contrapposizione tra interessi tedeschi ed europei e la “speranza” greca Link Quirinale: Encomi e plausi per Mattarella. Auguriamo a lui sinceramente una mole enorme di lavoro Mattarella presidente: il capolavoro di Renzi Mossa Mattarella. La partita sul Quirinale ha già […]

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