Dubbi su Greferendum: se Atene piange, stavolta Sparta (Merkel) sorride

Il termine è scaduto, ma al momento tutto è ancora in stand-by e quale sia il destino della Grecia tra default controllato, default, uscita dall’euro, accettazione del piano UE o viceversa imposizione delle proprie richieste alla Commissione, è ancora un mistero, nonostante il rating sovrano portato a “Selected Default”.

La data, entro la quale il rimborso all’FMI di 1.6 mld avrebbe dovuto essere restituito, è stata oltrepassata senza corrispondere la somma. Ad oggi, nessuno sa ancora come comportarsi e ciò è segno di assoluta impreparatezza dei leader che da svariati anni hanno condotto le trattative, esacerbandole fino a questo epilogo. Di sicuro si sa che negoziati e gli incontri continuano, quasi come se la scadenza tutto sommato contasse il giusto. C’era da aspettarselo, perché fino alla fine ognuno ha pensato che la controparte, sotto la pressione del “timing”, avrebbe ceduto. Addirittura anche l’Italia, fino ad ora inconcepibilmente assente dai summit di primaria importanza, pare essere maggiormente coinvolta, anche se in modo tardivo e quando la voce in capitolo che può avere, è pressoché nulla. L’elemento al quale si può addurre, ma non esclusivamente, questo terzo tempo è il referendum che Tsipras ha indetto per il 5 luglio. Un referendum non sull’Euro, moneta che oltre il 65% dei Greci vuole mantenere ed entro la quale lo stesso Tsipras è convito di restare per ovvie ragioni di sopravivenza, ma se accettare o meno il piano proposto dall’UE.

La conformazione del referendum è stata fin da subito strana, innanzi tutto si concede di votare, su una materia altamente tecnica e complessa che vede anche fior di esperti divisi nelle opinioni, ad un popolo in balia della povertà e del disagio, quindi forse non completamente lucido. Detto ciò, va bene ed è giusto così, perché si tratta di democrazia ed analogo ragionamento può essere applicato a qualsivoglia di forma di democrazia “consultiva diretta” e quindi a qualsiasi votazione (questioni etiche in primis). Quel che ha lasciato più dubbi però, è l’assenza di un testo, che abbia corso di validità al momento del voto, su cui, appunto, il popolo dovrebbe pronunciarsi.

A Tsipras, fino ad ora, va dato atto di aver perseverato, seguendo sue idee e valori, senza cedere ed incondizionatamente. Condivisibili o meno le ragioni del Premier ellenico, gli vanno riconosciute una forza e risolutezza veramente non comuni, almeno dalle nostre parti, dove il panorama politico (non tutti i politici per carità, persone di valore si trovano anche nei palazzi del potere, ma in genere gli è impedito di agire in autonomia) è mediamente popolato da personaggi più “cedevoli”.

Sul referendum le opinioni sono discordanti: c’è che dice che Tsipras stia scaricando decisioni in capo alla politica sul popolo per lavarsi le mani in caso di sconfitta; c’è invece chi sostiene che sia un paladino della democrazia e della libertà.

In questa fase più concitata però, sembra che Tsipras sia vittima di timori, paure e perplessità. Parrebbe che abbia fatto una controproposta all’UE, sulla base di quella a sua volta ricevuta dalle istituzioni, a meno di 5 modifiche. In caso di accettazione il Primo Ministro di Atene sarebbe disposto a ritirare il referendum.

Questa mossa sembra davvero, e non il referendum in se, un tentativo di salvarsi in extremis, potendo tornare in patria e dire di aver strappato alla commissione molte, o le più importanti, dipende da come vorrà impostare il messaggio comunicativo, delle concessioni promesse in campagna elettorale.

In caso di referendum (Greferendum) invece, Tsipras potrebbe temere di uscirne sconfitto qualsiasi sia l’esito. Sicuramente sconfitto e forse con le dimissioni in mano in caso di “Sì” al programma UE, ma ora, anche in caso di vittoria dei “No”, v’è una ipotesi non considerata dal PM Greco a valle del lancio del voto popolare, ossia l’uscita della Grecia dall’Euro e non il “semplice” cambio di politica economica dell’Unione. Del resto le istituzioni UE, e con esse tutti i leader politici, hanno impostato la campagna per il “Si” sul piano del terrore per una GrExit che getterebbe la Grecia in una povertà solitaria (ma vanno anche considerate le reazioni di USA, Cina, Russia, Turchia). Se questo fosse lo scenario ne conseguirebbe che il risultato di Tsipras, e del referendum in ultima istanza, sarebbe stato quello o di non aver capito che il popolo greco era disposto ad accettare altra austerità (improbabile), oppure di aver gettato, con una nuova Dracma, la popolazione in povertà aggiuntiva rispetto a quella già presente (svalutazione del 30-50% dei patrimoni).

Stavolta, se Atene piange, Sparta ride, non a squarciagola, ma sorride. Sparta è la Merkel, probabilmente nell’ombra di Schauble, che avendo capito il rischio che Tsipras corre, e supponendo che possa valere da esempio per altri “spericolati pifferai”, pretende che ormai la Grecia vada fino in fondo con il Referendum, e da lì in poi si imposteranno, sulla base dei risultati, nuove trattative. Per la Merkel, in caso di “Sì” non vi sarebbero problemi (Tsipras sconfitto), in caso di “No” si riaprirebbero i negoziati, stavolta però con in mano delle istituzioni i documenti pronti per una GrExit, da sventolare sotto il naso di Tsipras qualora continuasse la sua inamovibilità.

A prescindere dalla posizione, come al solito interessata, del Cancelliere tedesco anche a Tsipras, giunto a questo punto, conviene portare il referendum fino in fondo. Anche lui ha tirato moltissimo la croda e cedere in questa fase sarebbe il peggior segno di debolezza, a meno di non ottenere condizioni eccezionali per il popolo greco, ipotesi neppure concepibile.

Purtroppo in tutto ciò, molto avvincente per appassionati di economia e politica (come me), si dimentica che l’obiettivo da perseguire dovrebbe essere il rafforzamento e la protezione degli interessi Europei, per una Unione differente, più solida, competitiva e prospera, ma tutto ciò non è mai stato realmente tenuto in considerazione.

30/06/2015
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: