Sindaci in corsa: tre capitali ed una Bologna da non perdere di vista

BOLOGNA. LA  FONTANA DEL NETTUNO (GIAMBOLOGNA 1563-66) SU PIAZZA NETTUNO (ADIACENTE A PIAZZA MAGGIORE). SULLO SFONDO PALAZZO D'ACCURSIO (PALAZZO COMUNALE - COMUNE) SEDE DEL MUNICIPIO DELLA CITTA'.

BOLOGNA.
LA FONTANA DEL NETTUNO (GIAMBOLOGNA 1563-66) SU PIAZZA NETTUNO (ADIACENTE A PIAZZA MAGGIORE). SULLO SFONDO PALAZZO D’ACCURSIO (PALAZZO COMUNALE – COMUNE) SEDE DEL MUNICIPIO DELLA CITTA’.

Dopo aver letto d’un fiato l’analisi dell’amico Luca (La sfida per le “tre capitali”), mi sono perso ad analizzare il significato elettorale di una quarta capitale, sicuramente minore per numero di abitanti, ma non seconda a nessuno per fervore ed importanza politica.

Alle tre capitali, dunque, mi permetterei di aggiungere Bologna.
La Dotta è un test importantissimo su scala nazionale. Innanzi tutto il capoluogo emiliano è sempre stato una roccaforte rossa, che però di recente ha vissuto fasi meno nettamente marcate e iniziate con l’ascesa di Guazzaloca, del CDX e Forza Italia. Dopo Guazzaloca il PD ha ripreso il dominio, con Cofferati, lanciatosi in politica dopo la sua attività da sindacalista, poi Delbono, a seguire un commissariamento con l’Ex Ministro Cancellieri, ed infine l’attuale sindaco Merola.

L’Emilia-Romagna, come la Toscana, rappresenta, o meglio ha rappresentato, una fondamenta della Ditta di Bersani, non a caso piacentino di Bettola. Negli ultimi anni però questa natura evidentemente sinistrorsa si è andata lacerandosi in favore di un risentimento nei confronti di una politica che non ha saputo affrontare e gestire quei problemi tipici di tutte le aree urbane medio-grandi, ed in particolare di quelle ove, come nella grassa Bologna, regnavano benessere diffuso, servizi di alto livello, pulizia, cordialità simile a quella dei piccoli borghi, ospitalità nei confronti di immigrati regolarmente registrati ed occupati, studenti non particolarmente casinisti (nei limiti di quanto possa esserlo uno studente tra migliaia di studenti che hanno nel DNA voglia di divertirsi, ma anche di studiare ed essere stimolati intellettualmente da un ambiente favorevole ed aperto) ed erano sconosciuti disoccupazione, povertà, difficoltà nell’onorare i debiti.
In questo periodo invece, la città, a detta di molti bolognesi, risulta sporca, invasa da immigrati incontrollati e studenti bighellonanti, uno scempio ed una bestemmia nei confronti della Bologna che era.
Il risultato di tale involuzione è stato presto manifesto nelle ultime elezioni regionali, in cui l’astensione, proprio in quella Emilia Romagna abituata a picchi di oltre 80% di affluenza, ha raggiunto livelli record, addirittura sotto il 50%, si sono rafforzati i movimenti di disaffezione ed antipolitica, è cresciuta esponenzialmente la Lega Nord ed il M5S rimane sempre una incognita che in questa tornata elettorale per palazzo d’Accursio, può riservare sorprese (come del resto per ogni altro municipio italiano).

Non è un caso che Salvini per la manifestazione “Blocchiamo l’Italia” di domani, abbia scelto proprio l’ombra del Nettuno in Piazza Maggiore a Bologna, e non è un caso che Berlusconi abbia aderito e la Meloni abbia manifestato la sua approvazione. Probabilmente, se non andrà in porto l’operazione “Partito della Nazione”, con Marchini Alfio candidato a Roma trasversale tra Berlusconi (CDX) e Renzi (CSX), opzione patrocinata dal Ministro Lorenzin e che, sotto sotto, non pare dispiacere neppure al Premier, proprio da Piazza Maggiore si vedranno i natali di una nuova “entità” dalle fattezze “centro-destrorse allargate”.
Anche l’eventuale sorpresa, ma non troppo, dei 5 stelle, può dare segnali significativi su scala nazionale.

Al contempo per il PD il test bolognese è una forca caudina, perché perdere una città simbolo come Bologna, sarebbe uno smacco difficilmente rimediabile ed un’arma facilmente utilizzabile dagli oppositori, soprattutto se abili comunicatori mediatici, come Salvini è.

Uno dei capoluoghi storicamente rossi, ma mai come ora in bilico tra una eterogenia di forze molto differenti tra loro, non può non rappresentare un termometro estremamente significativo per comprendere l’andamento politico nazionale.

07/11/2015
Valentino Angeletti
LinkedIn, Facebook: Valentino Angeletti
Twitter: @Angeletti_Vale

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