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Fondi per l’Immigrazione: Bond o Accisa?

Sui fondi Europei per l’immigrazione si sta giocando l’ennesimo, stucchevole, scontro tra la visione tedesca e quella italiana.

L’Italia vorrebbe una sorta di Euro bond, mentre la Germania propende per una più immediata tassa sui carburanti.

La differenza non è banale, anzi è sostanziale, proprio per il meccanismo di erogazione di simili fondi.

Una accisa sui carburanti da allocarsi nella gestione dei flussi migratori è molto più flessibile, probabilmente meno onerosa, facilmente ritirabile; di contro un bond ha durata stabilita non trascurabile, un tasso remunerativo ed anche a livello di gestione dello stesso strumento che richiede più sforzi, risorse e costi, inoltre implica una condivisione dei rischi, che è quell’elemento di fondo contro il quale si è sempre schierata la Germania dei falchi.

 Precisato ciò è facile capire perché la Merkel preferisca una accisa pro immigrati anziché un’emissione comune. Innanzi tutto va ricordato, ma questo fattore è secondario rispetto a quello esposto di seguito, che il costo dei carburati in Germania è più basso che in Italia e quindi un leggero incremento temporaneo è sostenibile. In secondo luogo, ma fattore principale, la Germania è consapevolmente capace, una volta che l’emergenza sarà rientrata oppure i fondi erogati in modo differente dalla UE, di togliere immediatamente l’accisa.

L’Italia invece non ha una simile capacità, e neppure volontà visti i conti in perenne abbisogno di nuove risorse. Sulla benzina, che ha già prezzi esorbitanti, pesano ancora, inspiegabilmente, le accise per il terremoto del Belice, per gli interventi in Abissinia e Libia ed altre piacevoli amenità che rendono il costo tra i più alti di Europa. Dal canto nostro preferiremmo un bond, che è chiaramente mal visto dai tedeschi a causa della lunga durata e del rischio messo in comune, si tratta di un impegno vincolante, probabilmente più dispendioso e sicuramente con un grado di rischio più elevato. Non ultimo, a giustificare la preferenza del governo italiano per il Bond, è il riflesso elettorale che avrebbe l’accettazione di una accisa sui carburanti, proprio quando si cercano di disinnescare, con la stesura del nuovo DEF, le clausole di salvaguardia che tra l’altro, comprendono anche l’introduzione di nuove accise.

Facile dunque capire, pur nell’incomprensibile, o meglio materiale, egoismo nazionalistico tuttora vigente entro in confini UE, le due differenti vedute. Pur rimanendo dell’idea, prettamente personale, che per molte delle questioni europee, come ad esempio il rischio sistemico per le banche e per il settore del credito, giusto per citare un elemento al centro delle cronache in quest’ultimo periodo, il bond e l’Euro-Bond, come asseriva il professor Prodi, ma anche l’Ex Ministro Tremonti, sia lo strumento dal quale possiamo solo temporaneamente fuggire, ma prima o poi dovrà essere, paesi membri volenti o nolenti, adottato, a patto di voler continuare a mantenere attivo il progetto di una Europa unita e solidale.

20/04/2016
Valentino Angeletti
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