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Breaking news 17/12/2014

‎Italia: Italicum si Italicum no…bla bla bla…… roba da Vianello e Mondaini (anzi no, perché Sandra e Raimondo sono adorabili, un pezzo di TV Italiana)! Nel ‎Mondo si fa la storia: “‎TodosSomosAmericanos” ‎USA – ‎Cuba dopo 53 anni i rapporti si distendono grazie alla mediazione papalina che ha giocato un ruolo simile a quello di Giovanni Paolo II nell’allentare le tensioni durate la guerra fredda tra Occidente e blocco sovietico.

“‎Renzi: ‎riforme, poi ‎Quirinale; Berlusconi e ‎Brunetta prima Quirinale, solo dopo le riforme, altrimenti veto da parte nostra”. Ma la condizione… fondamentale per supportare un simile dibattito è sapere se e quando si dimetterà Napolitano, altrimenti parole sterili ed al vento.

Centro Studi Confindustria:
Pil 2014: -0.5%;
Pil 2015: +0.5%;
disoccupazione continuerà ad aumentare anche il prossimo anno;
la corruzione è costata 300mld nel 2014 considerando come paragone il livello di corruzione francese (non zero corruzione, ma solo un po’ meno), lo 0.8% del Pil ogni anno.

Commissione Senato blocca la legge di Stabilità, lavori parlamentari e riunioni di maggioranza si sono protratte durante la notte. Oggi riprenderanno la discussione.
Mi chiedo, ma alle 2,3,4 di notte con che lucidità si può lavorare? Trattando peraltro un tema così delicato??

Sul caso Marò i Ministri Gentiloni e Pinotti han riservato parole dure, non c’è intenzione dell’Italia di rimandare in India Latorre nonostante la sentenza della Corte Suprema indiana che richiede indietro il militare italiano.
Girone rimane nelle “galere” indiane e visto il clima pare poco probabile un suo rilascio. Sono più di due anni e vari governi (il che non ha aiutato) che, a parte le parole di impegno, la situazione si protrae senza volgere a soluzione ed è venuto il momento di mettere da parte orgogli nazionali più di facciata che di sostanza perché l’inconsistenza dell’Italia e dell’Europa all’estero è comprovata da questa (e non solo) vicenda ed ogni interesse economico.

Attacco Hacker a Sony da parte della Corea del Nord per il film “Interview”, Kim Jong-Un smentisce.
Mi par mossa marketing,una bufala,simili azioni non si annunciano,si fanno, solo dopo se ne denunciano gli effetti! Se alla fine il film verrà proiettato, magari in ritardo, troverei conferma delle mie ipotesi.

A ridosso di Natale tutti impegnati con regali, cene, panettoni, lavoro da chiudere entro l’anno (mio caso) ecc, ecc, presteranno poca attenzione alla politica, ma il Parlamento (I presenti…usualmente pochi sotto le feste) voterà il JobsAct. In un tanto sospetto quanto consueto blitz natalizio. Bisogna stare sempre vigili! Sempre!

17/12/2014
Valentino Angeletti
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La forza italiana: dal caso Marò alla vicenda Kazaka passando per i “pasticciacci” nazionali

Da ormai due anni il nostro paese e la nostra diplomazia sono a lavoro, finora senza successo, nel tentativo di risolvere il caso dei due Marò ancora detenuti in India. Adesso, alla vigilia delle elezioni indiane, la situazione pare aggravarsi e nuove voci di una possibile condanna a morte per i nostri fucilieri, in ottemperanza alla legge indiana anti pirateria che infligge la pena di morte ad ogni omicidio commesso in mare, risuonano con fragore.
Nel frattempo ha avuto luogo la vicenda Kazaka, che pare risolta, di Alma Shalabayeva, moglie dell’oppositore politico Ablyazov, prelevata dalle forze dell’ordine italiane assieme alla figlia di 6 anni, messa su un aereo di dubbia nazionalità e rimpatriata, probabilmente contravvenendo alle leggi sui rifugiati politici. Il tutto senza che le competenti autorità governative, ministro degli interni incluso, ne fossero a conoscenza, tanto che alcuni vertici hanno dato le dimissioni ed il governo ha vacillato.

I rapporti commerciali con India e Kazakistan sono strettissimi, valgono svariati miliardi di € ciascuno.
Con lo stato indiano sono in essere diverse commesse per grandi opere civili e forniture sia civili che militari (ricordiamo gli elicotteri Finmeccanica/Augusta-Westland), inoltre il business dei servizi, dai call center allo sviluppo SW, ha trovato in quella zona il proprio baricentro mondiale, anche per le aziende europee.
Con lo stato kazako oltre a molte commesse civili ed ingegneristiche, parte dei progetti di ammodernamento infrastrutturale del paese iniziati nel periodo post sovietico, il tema dell’approvvigionamento energetico è di primissimo piano con stretti rapporti tra i governi e le major dell’ Oil&Gas, in primis la compagnia petrolifera Kazaka, KazMunayGas e lato Italia ENI, parte del consorzio NCOC (North Caspian Operating Company), impegnata in vari progetti, tra cui il più famoso e complesso è il giacimento del Kashagan che ENI stessa gestisce non senza problemi.

Sembrerebbe che per non ledere troppo i rapporti geo-politici e strategici le nostre istituzioni non riescano a negoziare con fermezza, forse perché ritengono che in caso di forti tensioni sia il nostro paese ad avere molto più da perdere nei confronti di India e Kazakistan di quanto non ne abbiano loro, i quali tra l’altro hanno criteri di rispetto dei diritti umani e civili decisamente inferiori. In sostanza il coltello dalla parte del manico non ce l’ha l’Italia benché abbia diplomaticamente deciso di far tornare in India i Marò dopo un permesso premio a ridosso della primavera scorsa, decisione definita “errore colossale” dall’ex ministro degli esteri Terzi.
Queste due vicende portano alla luce come l’autorevolezza del nostro Stato sia poca cosa agli occhi esteri, nonostante una diplomazia valida e rilevamenti che, per la questione indiana, collocherebbero il fatto in acque internazionali. A parità di condizioni e rapporti risulta difficile pensare che il comportamento indiano sarebbe stato il medesimo anche con strutture politiche ed interlocutori del calibro di Obama, Merkel, Xi Jinping, Cameron, ma anche Hollande.
Purtroppo pare che la volontà di non ledere i rapporti commerciali unita alla poca forza in politica estera del nostro governo, abbiano messo e stiano mettendo a rischio delle vite umane, perché per una vicenda simile oltre due anni paiono davvero troppi.

Restringendo il raggio di visione a temi più vicini ai confini, a rimarcare la debolezza e la poca fiducia riposta, trascurando le dichiarazioni di facciata, nel sistema politico italiano, vi è lo Spred decisamente calato, ma sovente più alto rispetto a quello Spagnolo, dove il sistema bancario ha vissuto più difficoltà e ove i conti pubblici non sono migliori di quelli italiani, ma dove la politica è più credibile ed agisce in modo più radicale e deciso in particolare per quel che riguarda le riforme, assecondando le direttive europee.
Ne sono altre dimostrazioni, nonostante le raccomandazioni di Bruxelles di mantenere una tassazione progressiva sugli immobili, delle quali i sostenitori dell’abolizione, ed a ruota molti altri, non si sono curati, il balletto increscioso sull’ IMU, ancora in corso ed il cui meccanismo non è del tutto compreso neppure agli addetti ai lavori; oppure il fatto che da otto anni si svolgano elezioni con una legge elettorale fin da subito ritenuta inadeguata ed ora addirittura incostituzionale; o ancora l’invalidazione da parte del TAR delle elezioni piemontesi del 2010, quindi a distanza di ben tre anni, per irregolarità nella raccolta firme di liste minori collegate alla Lega Nord; o più recentemente le dichiarazioni di Berlusconi di voler presentarsi, nonostante la pronuncia dei tribunali e l’impossibilità a livello legale, come capolista in tutte le regioni in vista delle elezioni europee di maggio ed eventualmente presentarsi in altre nazioni come Bulgaria o Malta. Probabilmente queste sono solo esternazioni che non avranno seguito, ma che, assieme agli altri episodi, contribuiscono ad abbassare ulteriormente agli occhi europei e mondiali l’autorevolezza del nostro sistema politico e governativo.

Poiché c’è la percezione che l’Italia da sola, fermo restando l’impegno dei diplomatici direttamente coinvolti, non abbia la giusta forza nella trattativa con l’India la quale forse in vista delle elezioni vuole mostrare fermezza e decisione, e che, in barba ad ogni etica, morale e responsabilità sociale, prevalgano logiche commerciali, strategiche e geo-politiche, l’unica soluzione per dialogare alla pari con l’India è quella, come suggerisce il Vice Presidente alla Commissione Europea Antonio Tajani, di mettere in discussione a livello europeo i gli accordi EU-India, poiché l’Europa non può permettersi di fare affari con paesi che non rispettano i diritti civili. La proposta è stata sottoposta al Presidente della Commissione Barroso ed a Catherine Ashton, responsabile EU per gli affari esteri, ma si dovrà capire quanti altri stati membri, non direttamente coinvolti nella vicenda, vorranno appoggiare la proposta sapendo che sul piatto vi sono i preziosi rapporti commerciali con un partner come l’India, paese in grande crescita e terreno fertile per proficui investimenti nonché bacino di quasi un miliardo di potenziali utenti-consumatori desiderosi di spendere quel poco che percepiscono come segno di emancipazione sociale e benessere e che nel 2028 diverrà probabilmente la terza potenza mondiale.
Se l’Europa riuscirà a lavorare come una squadra risolvendo la vicenda dei Marò sarà un forte segno di coesione e riprova dell’adagio che l’unione fa la forza. Nel frattempo in ogni caso l’Italia deve lavorare alacremente per recuperare autorevolezza e forza internazionale quasi compromesse.

11/01/2014
Valentino Angeletti
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